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Il silenzio di Atene sulle malefatte sioniste

La Flotilla ha fatto parlare nuovamente di sé, con il regime sionista si è spinto sino nelle acque territoriali greche per fermare le imbarcazioni. La complicità di Atene nei confronti di Tel Aviv risale al 7 ottobre 2023 e alla successiva aggressione alla Striscia di Gaza. Da quel momento i rapporti tra Grecia e Israele hanno conosciuto una grande escalation. Un legame indissolubile che spiegherebbe meglio l’omertà della Grecia sull’attacco della marina israeliana alla Flotilla avvenuto in acque elleniche.

Investimenti e denaro tra Atene e Tel Aviv

Gli anni tra il 2023 e il 2025 hanno visto incrementare gli investimenti sionisti in Grecia concentrandosi, principalmente sulla difesa, nell’immobiliare, nell’energia e tecnologia. Nel 2024 lo scambio ha superato l’1,3 miliardi di dollari con un aumento del 41% sul 2023 per trovare stabilizzazione nel 2025. Israele ha comprato hotel di lusso, ville e appartamenti con un’impennata nel 2024 con un aumento del 46% su base annua.

Le armi, però, hanno fatto la parte del leone: nel 2023, Israel Aerospace Industries ha comprato il 90% della ellenica Intracom Defense per 60 milioni di euro, mentre la multinazionale della difesa israeliana Elbit System ha completato il centro di addestramento di volo a Kalamata. Nel 2025 Sk Group (israeliana) ha concluso l’acquisto iniziato nel 2011 della Elvo di Salonicco che produce velivoli militari.

Ad Aprile 2026 è stato firmato un accordo di 650milioni di euro per la fornitura all’esercito greco del sistema lanciarazzi Puls prodotto dalla Elbit System. Tra Marzo e Aprile 2026 il parlamento di Atene ha approvato l’acquisto per tre miliardi di euro del sistema di difesa area e antidrone prodotto da Israele “Scudo di Achille”.

Cooperazione energetica

Un altro pilastro della cooperazione è il settore energetico: il progetto Great Sea Interconnector è una delle strutture più ambiziose nel Mediterraneo. Si tratta di un collegamento tra le reti elettriche di Grecia, Cipro e Israele con un cavo sottomarino lungo 1.240 chilometri con la capacità di 2 gigawatt. Con i lavori in stato avanzato, soprattutto nella tratta Dodecanneso-Cipro.

Le relazioni tra entità sionista e Grecia hanno assunto le sembianze di un nodo inestricabile, con legami sempre più rafforzati vista anche la vicinanza del nemico comune, la Turchia. La Grecia, per Israele, rappresenta un accesso fondamentale al mercato europeo. Tutto ciò comporta, però, il passaggio in secondo piano delle questioni umanitarie grazie anche al fatto che “Pecunia non olet”.

di Sebastiano Lo Monaco

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