Nazioni Unite: la pace economica non può rimpiazzare la creazione di uno Stato palestinese
La ripresa dell’economia palestinese deve andare di pari passo con il ripristino dei negoziati di pace per risolvere il conflitto decennale tra israeliani e palestinesi. Lo ha dichiarato Jeffrey Feltman, sottosegretario generale dell’Onu durante una riunione dei donatori statunitensi lunedì sera a New York, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
“Lo sviluppo economico non può costituire né sostituire la sovranità statale. Da più di 20 anni abbiamo incoraggiato i palestinesi a puntare sullo sviluppo socioeconomico come base per il futuro Stato. È arrivato il momento di mantenere le nostre promesse” ha aggiunto Feltman parlando al comitato. Il forum si svolge due volte l’anno ed è l’unico momento in cui israeliani e palestinesi riescono a dialogare tra loro, con i donatori e con l’intera comunità internazionale.
La delegazione palestinese al forum era guidata dal vice primo ministro dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) e dal ministro delle Finanze Shukri Bishara, mentre quella israeliana era capeggiata dal ministro della Cooperazione regionale Tzachi Hangbi e dal coordinatore delle attività governative nei territori.
Nazioni Unite: Feltman, progetti per rilanciare l’economia palestinese
La delegazione israeliana, stando a quanto riportato dal Jerusalem Post, avrebbe presentato una serie di progetti per migliorare l’Anp e per dare nuovo impulso all’economia dei Territori palestinesi occupati. Pianificati anche progetti per risolvere il problema delle acque reflue causate dalla mancanza di energia elettrica nella Striscia di Gaza in seguito ai tagli effettuati dalla stessa Anp su spinta del governo israeliano. Israele ha già approvato la costruzione di una zona industriale a Tarkumiya con 64 nuove fabbriche e la creazione di duemila posti di lavoro.
Il comitato ad hoc ha concluso con l’approvazione della maggior parte dei progetti economici proposti dalla delegazione israeliana che saranno i principali destinatari dei finanziamenti dei donatori presenti all’incontro. Particolare importanza e attenzione è stata riservata alla situazione in corso a Gaza, che potrebbe sfociare in un’ennesima e disastrosa guerra, e all’accordo “Red Dead” per la consegna e ridistribuzione dell’acqua.
di Irene Masala