Medio Oriente

Iran, quelle spie definite “giornalisti” dall’Occidente

Negli ultimi mesi, la campagna propagandistica occidentale contro l’Iran ha avuto l’ennesima impennata con attacchi quotidiani sui social e non solo. È bastato un omicidio o un incidente per fomentare tensioni, attacchi e invettive contro la Repubblica Islamica dell’Iran. Il tutto non ci sorprende più di tanto, conosciamo bene le dinamiche di queste realtà eterodirette da potenze straniere e dalle relative agenzie di intelligence. Questi attacchi e queste provocazioni vanno di pari passo con l’impennata di caos e tensioni scatenate dall‘Occidente in Medio Oriente.

A tal proposito, tra gli ultimi episodi causa di attacchi contro l’Iran vi è la condanna a morte di Rouhollah Zam, provocatore e spia al servizio di servizi segreti di Paesi occidentali. Ebbene, per i media occidentali, italiani compresi, il povero Rouhollah è solo un giornalista che si batte per la “verità” in Iran. Quindi, una vittima del “regime” iraniano. Niente di più falso.

Iran e attacchi dell’Occidente

Il portavoce della magistratura iraniana, Gholam Hussein Esmaeili, ha annunciato la scorsa settimana che la magistratura ha condannato a morte Rouhollah Zam, l’amministratore di Amad News, un’agenzia stampa che fomentava violenze e sedizione al servizio di potenze straniere. Esmaeili ha affermato che le indagini sul caso di Zam erano state concluse e che era stato ritenuto colpevole.

Amad News era nota per la diffusione di contenuti incriminanti contro l’establishment islamico, per aver insultato la santità dei musulmani iraniani e per aver pubblicato notizie false al fine di creare un cuneo tra il popolo e il governo iraniano. 

Zam è stato accusato di aver “commesso reati contro la sicurezza interna ed esterna del Paese” e “spionaggio per il servizio di intelligence francese”, insieme a “corruzione sulla terra” e insulto alla “santità dell’Islam” secondo un atto di accusa rilasciato a febbraio. È stato arrestato nell’ottobre 2019 dall’Intelligence Organization of Iran’s Islamic Revolution Guards Corp (Irgc).

A chi cerca di denigrare l’Iran scrivendo di un povero giornalista condannato a morte, consigliamo di non fidarsi troppo di agenzie e Tv che da decenni sono al servizio di Usa e Israele. La complicità è un crimine.

di Yahya Sorbello

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