Iran, chiesa assira: comunità etniche e religiose godono di pari diritti
Le comunità etniche e religiose dell’Iran vivono liberamente e godono di pari diritti di cittadinanza, respingendo i tentativi dei media stranieri di seminare divisione e dipingere un’immagine distorta della Repubblica Islamica, ha affermato, Daryavoush Azizian, importante sacerdote della Chiesa assira orientale di Urmia.
Daryavoush Azizian ha rilasciato queste dichiarazioni durante la sesta puntata del programma “Revayat-e Nasr”, prodotto dalla redazione dell’IRNA nell’Azerbaigian occidentale. “Nonostante tutti i tentativi di creare divisioni tra i gruppi etnici iraniani, la nazione iraniana, con le sue diverse prospettive, ha formato un arcobaleno di etnie e religioni e ha convissuto in unità ed empatia. Nel nostro amato Iran, nessuna etnia o religione ha la precedenza su un’altra in termini di diritti di cittadinanza”, ha affermato Azizian.
Iran vasto Paese con diverse etnie, religioni e dialetti
Il sacerdote ha descritto l’Iran come un vasto Paese con diverse etnie, religioni e dialetti, affermando che la coesistenza di tali comunità è particolarmente visibile e tangibile a Urmia. Il nemico ha sempre cercato di creare divisioni nella nazione iraniana. Anche a Urmia, hanno ripetutamente alimentato tali tensioni, ma i loro sforzi e inganni hanno sempre prodotto il risultato opposto, e il nostro popolo è diventato più unito.
Azizian ha anche ricordato le visite del leader martire della Rivoluzione Islamica, l’ayatollah Seyyed Ali Khamenei, alle famiglie dei soldati cristiani caduti, descrivendole come alcuni dei suoi “ricordi più belli”. Le visite del nostro Leader martire alle case dei martiri cristiani hanno stupito il mondo intero e rimangono per noi un ricordo indelebile. Questi incontri sono stati un evento di grande importanza per noi, perché egli era il Leader della Rivoluzione Islamica, e questo per noi aveva un valore inestimabile.
Ha aggiunto che alti funzionari visitano regolarmente le famiglie dei martiri assiri e armeni, ma ha sottolineato che «la visita del Leader di un Paese alla casa di un martire cristiano è stata, di fatto, un grande segno di rispetto per la dignità dei seguaci delle religioni divine e dei diversi gruppi etnici del Paese». Il mondo, Occidente in testa, dovrà farsene una ragione.
di Redazione



