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Hamas: trattamento prigioniere palestinesi è un “crimine di guerra”

Il movimento di Resistenza palestinese Hamas ha condannato l’escalation di torture, abusi e privazioni sistematiche inflitte alle prigioniere palestinesi detenute nelle carceri israeliane, definendo tali azioni un “crimine di guerra” e sollecitando un immediato intervento internazionale.

In una dichiarazione riportata sabato dall’agenzia di stampa Shehab, Hamas ha affermato che le crescenti violazioni israeliane contro le donne palestinesi detenute, tra cui torture fisiche e psicologiche, isolamento, privazione di cure mediche e negazione dei diritti umani più elementari, costituiscono una chiara violazione del diritto internazionale e dei trattati, in particolare della Quarta Convenzione di Ginevra.

Hamas ha dichiarato che 87 donne palestinesi, tra cui donne incinte, detenute malate e minori, rimangono incarcerate in condizioni disumane, prive di cure mediche adeguate, nutrizione e servizi sanitari.

Le ripetute incursioni, le umilianti ispezioni e la politica di detenzione amministrativa senza accuse specifiche rivelano la natura criminale del regime israeliano. Inoltre, il perseguimento e la detenzione di donne palestinesi a causa delle loro opinioni o attività sui social media riflettono un’escalation nella “politica di terrorismo organizzato” perseguita dal governo Netanyahu contro il popolo palestinese.

Hamas ha chiesto alle Nazioni Unite, alle organizzazioni internazionali per i diritti umani e umanitarie e al Comitato Internazionale della Croce Rossa di agire immediatamente per documentare gli abusi, esercitare pressioni per il rilascio di tutte le donne palestinesi detenute e perseguire i funzionari israeliani responsabili delle azioni denunciate.

La dichiarazione fa seguito a precedenti rapporti dell’Ufficio stampa per gli affari dei prigionieri palestinesi, secondo cui le donne detenute nel carcere di Damon avrebbero subito una forte repressione da parte delle forze israeliane durante il mese di aprile.

Secondo il rapporto, nel carcere sono state condotte più di 10 operazioni repressive nell’ultimo mese, che hanno comportato irruzioni violente, pestaggi, ammanettamento, isolamento e trasferimenti forzati.

di Redazione

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