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Israele-India: da cauta cooperazione a collaborazione istituzionale

Le relazioni tra India e Israele stanno attraversando una graduale trasformazione da partnership per la sicurezza a quadro strategico multidimensionale, in cui la difesa si interseca con la tecnologia, l’economia con la politica internazionale. Dall’instaurazione di piene relazioni diplomatiche nel 1992, Nuova Delhi e Tel Aviv sono passate da una cauta cooperazione a una collaborazione istituzionale, concretizzatasi in visite reciproche ad alto livello, in particolare la visita del Primo Ministro indiano Narendra Modi a Tel Aviv nel 2017, seguita dalla visita del Primo Ministro israeliano in India all’inizio del 2018. Queste visite hanno inaugurato un’era di aperto impegno politico dopo anni di gestione della cooperazione dietro le quinte.

Il pilastro più importante di questa relazione è la cooperazione in materia di difesa. L’India è uno dei maggiori importatori di armi al mondo e Israele è diventato uno dei suoi principali fornitori nei settori dei droni, dei sistemi radar, della difesa aerea e dei missili guidati. Rapporti di noti istituti di ricerca specializzati nel commercio di armi, come lo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), hanno dimostrato che l’India è da diversi anni uno dei mercati più importanti per le industrie militari israeliane. Questa cooperazione include la produzione congiunta e il trasferimento di tecnologia in alcuni progetti, nell’ambito degli sforzi di Nuova Delhi per rafforzare la produzione nazionale di difesa nell’ambito della sua politica “Make in India”.

Cooperazione in materia di sicurezza tra Israele e India

Questa cooperazione in materia di sicurezza si basa su valutazioni condivise delle minacce. Entrambi i governi adottano una posizione dura in materia di “antiterrorismo” e dimostrano un elevato grado di sensibilità nei confronti dei gruppi armati presenti nel loro contesto regionale. Questa convergenza ha favorito lo scambio di competenze in materia di intelligence, sicurezza interna e sicurezza delle frontiere.

Le dimensioni economica e tecnologica stanno progredendo rapidamente. Agricoltura avanzata, gestione delle risorse idriche, tecnologie sanitarie e innovazione digitale sono diventate aree attive di collaborazione. Mentre le aziende israeliane considerano il mercato indiano un vasto ambiente di sperimentazione ed espansione, l’India vede nella tecnologia israeliana un valore aggiunto per i suoi progetti di sviluppo. La creazione di centri di eccellenza agricola in vari stati indiani con il supporto di Israele è un esempio pratico di questa tendenza, dove sono state applicate competenze nell’irrigazione a goccia e nel miglioramento della produzione agricola in ambienti climatici difficili.

Lo sviluppo più significativo è l’integrazione delle relazioni bilaterali in quadri regionali più ampi. L’annuncio del Corridoio Economico India-Europa al vertice del G20 del 2023 a Nuova Delhi, a cui hanno partecipato Stati Uniti, paesi europei e stati arabi, ha inserito India e Israele in una visione geoeconomica che collega l’Asia meridionale al Medio Oriente e all’Europa. Il corridoio proposto comprende infrastrutture di trasporto, energia e telecomunicazioni, passando attraverso gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita per raggiungere i porti del Mediterraneo. In questo contesto, il porto di Haifa emerge come un potenziale hub nella rete proposta, conferendo alle relazioni India-Israele una dimensione logistica che trascende il quadro bilaterale.

Sicurezza regionale

Tuttavia, questo percorso è direttamente influenzato dagli sviluppi della sicurezza nella regione. La guerra a Gaza ha congelato o rallentato alcune discussioni sul corridoio e ha evidenziato ancora una volta la sensibilità del contesto regionale. L’India ha gestito l’escalation con cautela; ha condannato gli attacchi contro i civili, ha chiesto il rispetto del diritto internazionale e ha inviato aiuti umanitari ai palestinesi. Questo approccio equilibrato riflette la consapevolezza di Nuova Delhi delle dimensioni della sua diaspora negli stati del Golfo, della sua forte dipendenza dalle importazioni di energia dalla regione e dei suoi legami storici con le capitali arabe.

A livello internazionale, Washington considera l’India un pilastro della sua strategia per contrastare l’influenza cinese nella regione indo-pacifica. L’amministrazione Trump ha rafforzato la sua partnership con Nuova Delhi nell’ambito dei suoi sforzi per contenere Pechino, una tendenza che è proseguita in varie forme sotto le amministrazioni successive. In questo contesto, la convergenza tra India e Israele assume un significato ancora più significativo, in quanto vista come parte di una più ampia rete di alleanze tecnologiche e di sicurezza sostenute dagli Stati Uniti.

Il rapporto tra Israele e India è più vicino a una relazione stabile ed espandibile, guidata da interessi tangibili in difesa, tecnologia e infrastrutture. Allo stesso tempo, rimane vincolato dalle considerazioni regionali e internazionali dell’India e dal delicato contesto politico in Medio Oriente. Qualsiasi elevazione del rapporto a un livello superiore dipenderà dalla capacità di entrambe le parti di gestire questi equilibri e dalla traiettoria dei principali progetti regionali che collegano l’Asia all’Europa attraverso il Levante.

di Redazione

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