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Iran, primo giorno di offensiva

L’Iran ha lanciato una significativa ondata di attacchi missilistici e con droni contro installazioni militari in tutta l’Asia occidentale e obiettivi all’interno di Israele, iniziando la sua offensiva poco dopo che Stati Uniti e Israele hanno condotto attacchi congiunti contro siti all’interno dell’Iran.

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) dell’Iran ha riferito che l’operazione “True Promise 4” ha finora preso di mira 14 postazioni militari americane nella regione, tra cui importanti centri operativi negli stati del Golfo Persico e un’importante base navale. Anche l’esercito ha preso parte agli attacchi. 

La risposta coordinata dell’Iran, annunciata meno di due ore dopo gli attacchi iniziali contro l’Iran, ha dimostrato una portata operativa ampliata, colpendo sia le risorse israeliane che quelle americane che si estendono dalla penisola arabica al Levante. Missili e droni iraniani hanno colpito diverse postazioni militari statunitensi critiche.

Obiettivi principali colpiti

– Base aerea di Al Udeid, Qatar: descritta come la più grande base statunitense nell’Asia occidentale e quartier generale avanzato del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom). L’Iran aveva già colpito questo sito durante il conflitto del giugno 2025. Questa volta, secondo una dichiarazione ufficiale dell’Irgc, l’Iran è riuscito a distruggere un sofisticato sistema radar FP-132, in grado di tracciare missili balistici a oltre 5mila chilometri di distanza.

– Base aerea di Al Dhafra, Emirati Arabi Uniti: un importante centro militare statunitense nei pressi di Abu Dhabi, situato strategicamente vicino allo Stretto di Hormuz. Sono state segnalate esplosioni anche a Dubai.

– Base aerea di Muwaffaq al-Salti, Giordania: situata a nord-est di Amman, questa base è stata recentemente indicata dagli analisti militari come area di sosta primaria per le operazioni statunitensi nella regione, grazie alla sua posizione relativamente protetta.

– Base aerea di Ali Al Salem, Kuwait: citata principalmente per il suo ruolo di importante snodo logistico e di trasporto per le forze statunitensi nell’Asia occidentale.

– Attività di supporto navale (NSA) Bahrein: anche il quartier generale della Quinta flotta statunitense a Manama è stato colpito da missili iraniani.

Inoltre, l’Irgc ha dichiarato che una nave di supporto al combattimento (Mst) statunitense ha subito gravi danni a causa del lancio di missili.

Pesante offensiva dell’Iran contro Israele

L’operazione si è estesa anche ai territori occupati. Rapporti e immagini circolati sui social media mostrano impatti missilistici iraniani ad Haifa, Tel Aviv e nella regione settentrionale della Galilea. 

Israele ha imposto una pesante censura sulla copertura della guerra, proibendo ai media israeliani e internazionali di documentare l’impatto degli attacchi iraniani senza autorizzazione, che raramente viene concessa. Fonti giornalistiche ebraiche hanno riferito che un giornalista è già stato arrestato per aver filmato i detriti causati dagli attacchi missilistici iraniani nei territori occupati.

Italia complice dell’aggressione israelo-americana

Giusto per non smentirsi, l’Italia e il suo governo fantoccio hanno confermato la loro sudditanza e la loro complicità ai progetti criminali di America e Israele. Poche ore prima l’attaco israelo-americano, un pattugliatore P-8A “Poseidon” della US Navy è decollato dalla base militare siciliana di Sigonella.

di Redazione

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