DifesaMedio OrientePrimo Piano

Hezbollah ha ricostruito la sua forza militare

Il National Interest ha pubblicato un articolo che promuove l’idea che “Hezbollah sia in vantaggio nella corsa alla ricostruzione del suo arsenale militare dopo la guerra del 2024” e che l’esercito libanese sia “incapace – o non voglia –” di portare a termine le sue missioni di disarmo, basandosi su narrazioni di sicurezza israeliane e americane presentate come fatti certi. Tuttavia, questo approccio ignora una diversa realtà sul campo. Ogni volta che l’occupazione israeliana minaccia di colpire case nel sud, sostenendo che siano siti di Hezbollah, l’esercito libanese effettua rapidamente perquisizioni approfondite nei villaggi e nelle città del sud, annunciando sempre di non aver trovato armi, prima che Israele bombardasse successivamente quegli stessi siti, in chiara violazione della sovranità libanese e degli accordi di cessate il fuoco.

Inutili sforzi dell’esercito libanese

L’articolo afferma ripetutamente che Hezbollah immagazzina le sue armi all’interno di case e aree civili, un’affermazione priva di fondamento sia fattuale che logico. È difficile immaginare che le abitazioni civili possano ospitare gli enormi arsenali di missili di precisione o droni rivendicati dalla narrazione israeliana. Tali affermazioni sembrano quindi far parte di una giustificazione volta a legittimare gli attacchi in corso, piuttosto che riflettere una descrizione oggettiva della realtà militare sul campo. Inoltre, offrono una “ricompensa” all’esercito libanese in caso di disarmo.

Nonostante gli sforzi dell’esercito libanese, Hezbollah sta gradualmente ricostruendo le sue forze in preparazione di una futura guerra con Israele. Il comandante dell’esercito libanese si è recato a Washington la scorsa settimana, nel tentativo di convincere i funzionari militari e i politici americani che il suo Paese fa sul serio nel trattare con Hezbollah. Il suo messaggio era semplice: nonostante le “capacità limitate”, l’esercito libanese ha condotto incursioni sui depositi di armi a sud del fiume Litani, ha stabilito un “controllo operativo” sul sud e sta per completare la prima fase del suo piano di “raccolta di armi” – un eufemismo per disarmare il gruppo sostenuto dall’Iran.

Hezbollah possiede una vasta rete di tunnel e strutture militari sotterranee

Ma la realtà, come la descrive l’autore, è diversa. L’esercito sta lavorando sodo, ma è ancora lontano dal disarmare Hezbollah. Dopo gli attacchi israeliani dell’autunno del 2014, che hanno preso di mira la leadership, i depositi e le infrastrutture, il gruppo ha iniziato a ricostruire le sue capacità a un ritmo più rapido rispetto agli sforzi di disarmo dell’esercito.

I villaggi del sud sono stati quasi completamente distrutti, con Israele che ha affermato che le case venivano utilizzate per immagazzinare armi. Anche le infrastrutture del gruppo vicino al confine sono state distrutte, consentendo ad alcuni coloni israeliani di tornare gradualmente.

Nonostante il cessate il fuoco del novembre 2014 e la successiva caduta del regime di Assad, che ha interrotto alcune rotte di rifornimento iraniane, Israele continua a condurre attacchi aerei contro Hezbollah ogni volta che rileva attività militare a sud del fiume Litani.

Un meccanismo internazionale, guidato dagli Stati Uniti, supervisiona l’attuazione dell’accordo e supporta l’esercito libanese nella sua missione. Uno dei maggiori ostacoli è lo stoccaggio di armi da parte di Hezbollah in case private e su terreni privati.

Hezbollah possiede una vasta rete di tunnel e strutture militari sotterranee utilizzate per lo stoccaggio e la produzione. L’esercito libanese non ispeziona sistematicamente questi siti. Queste strutture rappresentano una minaccia maggiore rispetto alle armi convenzionali immagazzinate in superficie, data la difficoltà di distruggerle. Nonostante la caduta del precedente regime siriano, l’Iran continua a consegnare armi a Hezbollah attraverso il territorio siriano. Secondo alcune fonti, le nuove autorità siriane avrebbero sequestrato alcune spedizioni, ma non controllano completamente il confine.

Esercito libanese si trova di fronte a un dilemma: disarmo o evitare lo scontro?

La leadership libanese sta cercando di evitare uno scontro diretto con Hezbollah per timore di scatenare una guerra civile. Il coordinamento indiretto tra le due parti – che l’esercito definisce “deconflittualità” – è visto da alcuni funzionari americani e israeliani come una forma di cooperazione. Le preoccupazioni americane sull’influenza di Hezbollah all’interno dell’esercito hanno precedentemente portato alla sospensione di una parte degli aiuti militari, a condizione che fossero utilizzati per combattere quello che Washington definisce “terrorismo”.

Inoltre, alcune delle armi confiscate potrebbero essere tornate a Hezbollah, sollevando dubbi sull’efficacia dell’intera operazione. Hezbollah sta lavorando per ristabilire la sua presenza nei villaggi di confine e ricostruire il suo arsenale, mentre il ritmo delle ispezioni governative è rallentato in seguito alla dichiarazione di “controllo operativo” sul sud.

L’esercito libanese sta cercando ulteriore sostegno finanziario, in particolare per pagare gli stipendi dei soldati, molti dei quali sono costretti ad accettare altri lavori a causa dei bassi salari.

Fonte: The National Interest

Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Pulsante per tornare all'inizio

IlFaroSulMondo.it usa i cookies, anche di terze parti. Ti invitiamo a dare il consenso così da proseguire al meglio con una navigazione ottimizzata. maggiori informazioni

Le attuali impostazioni permettono l'utilizzo dei cookies al fine di fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se continui ad utilizzare questo sito web senza cambiare le tue impostazioni dei cookies o cliccando "OK, accetto" nel banner in basso ne acconsenterai l'utilizzo.

Chiudi