Medio Oriente

Gerusalemme, la costruzione del Terzo Tempio

Continua passo dopo passo lo spietato cammino verso la costruzione del Terzo Tempio a Gerusalemme. Dalla “passeggiata” di Ariel Sharon sulla Spianata del Tempio allo sforzo multinazionale di conio e vendita delle monete celebrative finalizzato all’edificazione del tempio.

Il 6 dicembre 2017, Trump riconosce Gerusalemme capitale di Israele: “Un enorme passo verso il Terzo Tempio” secondo i movimenti per ricostruire il tempio.

Il proclama epico del presidente Donald Trump che riconobbe Gerusalemme come l’eterna capitale del popolo ebraico è stato un passo importante verso la creazione del Terzo Tempio. “Quello che ha fatto la scorsa notte è stato un enorme passo nel portare avanti il Tempio e l’era messianica”, ha dichiarato, al Breaking Israel News, Asaf Fried, portavoce ufficiale del United Temple Movement, un’associazione di organizzazioni che lavorano per rendere il Terzo Tempio una realtà. Fried ha paragonato il ruolo di Trump a quello di Ciro, il re persiano che liberò gli Ebrei dalla cattività babilonese, durata 70 anni, e che fece ricostruire il Primo Termpio costruito da Salomone, figlio di Davide distrutto dai babilonesi.

Yakov Hayman, il presidente del Movimento del Tempio Unito, ha visto la dichiarazione di Trump come parte di una progressione storica che si unisce a una serie di importanti cambiamenti nella storia moderna per Israele e il popolo ebraico. “Il 1917 fu la Dichiarazione Balfour che stabiliva la nascita di Israele. Il 2017 è stata la dichiarazione di Trump, ha dichiarato Hayman a Breaking Israel News. Ha poi aggiunto: “Il prossimo passo, il passo più importante, deve essere preso dagli ebrei. Dobbiamo iniziare a salire sul Monte del Tempio: numeri massicci. Una volta che lo facciamo, il Tempio è il prossimo inevitabile passo”.

Gerusalemme, salita sul Monte del Tempio di Ariel Sharon

Un giovane studioso, Gianluca Marletta nel suo libro pubblicato all’inizio del 2019, La guerra del Tempio. Escatologia e storia del conflitto mediorientale, ben documenta come la ricostruzione del Tempio, insieme alla pretesa su ogni centimetro quadrato della Terra d’Israele (Eretz Israel) e la necessità di allontanare i goyim (i non-ebrei) da quello che vuol essere uno Stato etnico di soli Ebrei, sia stata sponsorizzata dalla “passeggiata” sulla spianata del Tempio compiuta nel 2000 da Ariel Sharon. Fu un gesto simbolico che affermava la necessità di arrivare il più presto possibile alla ricostruzione del Tempio.

Marletta coglie la valenza teologica di tale “passeggiata” di Sharon, alla quale seguì la “marcia notturna” di centinaia di coloni israeliani che invasero la Moschea di Al-Aqsa, sulla Spianata del Tempio. Segnale della volontà d’Israele di ricostruire il Tempio dopo aver fatto brillare la Moschea di Al-Aqsa e la Moschea di Omar o Cupola d’Oro, capito molto bene dai Palestinesi che, come risposta, fecero scoppiare la “Seconda Intifada”. Per non parlare della marcia del 13 febbraio 2002, quando mezzo milione di israeliani parteciparono ad una manifestazione organizzata dai Fedeli del Tempio fin verso la spianata delle Moschee, giurando di impossessarsi di tutta Gerusalemme. 

18 aprile 2018, 70° anniversario di Israele e le monete rappresentative

In previsione del 70° anniversario di Israele il Mikdash Education Center, uno dei tanti gruppi rabbinici che caldeggiano il progetto di riedificazione del Tempio distrutto nel 70 d. C. dai Romani, conia a febbraio una moneta celebrativa con i volti di Trump e Ciro il Grande, l’antico re di Persia. Una seconda moneta, un’edizione speciale “70 anni Redemption Coin” si prefigge l’obiettivo di uno sforzo internazionale per costruire il Terzo Tempio, impegno congiunto del nascente Sinedrio, una corte biblica di 71 anziani, del Centro educativo Mikdash (Tempio) e dei Movimenti Uniti del Tempio.

14 maggio 2018, ambasciata americana spostata da Tel Aviv a Gerusalemme

Con questa decisione del neo-eletto presidente statunitense Donal Trump, Israele è presentata non più come città internazionalizzata, ma come capitale del solo Stato di Israele e degli israeliani, escludendo palestinesi (cristiani e islamici), “popolo senza Stato” e tra poco anche senza terra. Subito dopo il 19 luglio la Knesset definì Israele come “Stato/Nazione del popolo ebraico e declassò la lingua araba da “lingua ufficiale” a “lingua d’interesse”.

La moneta, the New Temple Coin e i suoi simboli

La moneta, simbolo della gratitudine di Israele verso Trump, intesa come un invito alle Nazioni a ricostruire il Tempio, dal 2018 è messa in vendita “per onorare e lodare la 70^ indipendenza di Israele”. Due le immagini sovrapposte, Ciro il Grande per i 70 anni della cattività babilonese e Donald Trump per i 70 anni dell’indipendenza. Mordechai Persoff, capo del Mikdash Educational Center, ne ha spiegato il significato: “Sono leader non ebrei che hanno svolto un ruolo essenziale nel ritorno degli ebrei a Gerusalemme. Speriamo che Trump svolgerà un ruolo centrale nella costruzione del Tempio”.

Il motivo dietro la moneta è stato illustrato graficamente sulla faccia della moneta: la menorah (lampada ad olio a sette rami) si trova al centro della moneta insieme al Leone persiano, il simbolo che appariva sulla bandiera della Persia fino alla rivoluzione islamica del 1979. La profonda connessione spirituale tra Usa e Israele è rappresentata da un’immagine del Sigillo degli Stati Uniti d’America. Appare anche il simbolo universale per la pace, una colomba col ramoscello d’olivo simbolo anche del ritorno al nido.

La moneta, disegnata da Aharon Shevo, è attualmente venduta “a tutte le 70 Nazioni” sul sito web del Mikdash Education Center, a 50 dollari se placcata d’argento, a 170 dollari se d’argento. Tutti i proventi delle vendite sono utilizzati per le cerimonie del Tempio.

di Cristina Amoroso

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