Cronaca

Usa, muore la donna simbolo dell’11 settembre

di Adelaide Conti

Tutti la ricordano come “La donna impolverata”. Viso impaurito, occhi sgranati e una polvere bianca che la ricopriva. Così si presentava al mondo Marcy Borders, dopo che un aereo aveva appena colpito una delle due torri gemelle dove la donna lavorava. Marcy proveniva dal New Jersey e lavorava per la Bank of America da appena un mese, quando l’11 settembre del 2001 un fatto senza precedenti cambiò drasticamente la sua esistenza e quella di migliaia di altri che come lei ebbero la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Ed è con questo terribile pensiero che Marcy, miracolosamente sopravvissuta all’attentato, deve essersi svegliata ogni mattina per quattordici anni di fila fino a quando un cancro allo stomaco non ha messo fine alla sua difficile esistenza. Quel tragico 11 settembre non le ha lasciato in dote solo quel pensiero continuo e doloroso, ma anche tante paure da cui è difficile liberarsi. Una vita segnata dalla depressione quella di Marcy.

Possiamo solo provare ad immaginare cosa i suoi occhi possono aver visto in quei drammatici e interminabili momenti in cui si affannava in preda al panico a scendere dall’ottantunesimo piano. Quale inferno di sabbia, calcinacci, polvere e morti deve aver attraversato prima di arrivare sana e salva fuori dall’edificio. Quello stesso edificio che da lì a poco si sarebbe sgretolato inghiottendo ogni cosa.

In un’intervista dello scorso autunno al Jersey Journal la “dusty lady” parla della grave malattia che l’ha colpita e si domanda se ad averla causata non sia stato proprio quel maledetto attentato alle due Torri: “Come può accadere che da un giorno all’altro ti svegli e sei malata?”. Può il dolore raggrumarsi attorno al ricordo, agli artigli della paura, all’impotenza e trasformarsi in una neoplasia? 

Queste domande potrebbero trovare risposta in alcuni studi condotti dopo l’attacco terroristico. Infatti, il numero dei tumori legati all’11 settembre è in costante aumento, così come documenta il Center Diseas Control and Prevention: sono più di quattro mila i casi di tumori tra i sopravvissuti di quel infausto giorno. Dunque, sembra quasi certa la relazione tra la comparsa della malattia e gli attacchi alle Torri Gemelle. Chi quel giorno era lì ed è sopravvissuto oggi combatte contro il ricordo, la paura, l’angoscia e purtroppo anche contro una malattia che il più delle volte non lascia scampo. Marcy non è morta l’11 settembre, ma il suo nome va ad aggiungersi “inevitabilmente” alle 2606 vite spezzate dalla follia di chissà quali mostri e strategie criminali.

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