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Striscia di Gaza: l’assedio silenzioso

di Manuela Comito

A giugno 2007, il regime di Tel Aviv ha imposto un blocco navale, aereo e terrestre sulla Striscia di Gaza. Questo significa che niente e nessuno puo’ entrare o uscire da questo lembo di terra senza il controllo israeliano. In termini pratici, ciò si è tradotto in un abbassamento del tenore di vita, un livello di disoccupazione che si aggira intorno al 65% e una lenta, implacabile e inevitabile povertà per tutti gli abitanti della Striscia.

Il governo israeliano nega a circa un milione e settecentomila persone i diritti fondamentali, come la libertà di movimento, un posto di lavoro adeguatamente retribuito, un’istruzione valida e un’adeguata assistenza sanitaria. Proprio in riferimento a quest’ultima, Vittorio Arrigoni scriveva a gennaio 2009: “…l’assedio criminale imposto a Gaza aveva prodotto più di 200 vittime tra i malati palestinesi. Malati con le carte in regola per essere ricoverati all’estero ma impossibilitati a muoversi per la chiusura dei confini. “E a quel tempo Gaza doveva fare i conti con “solo” 19 mesi di assedio… ora ne sono passati quasi 80, di mesi, e gli abitanti della Striscia vivono strangolati da questo assedio criminale e illegale, che costringe l’80% delle famiglie palestinesi a vivere di aiuti umanitari; aiuti che a stento riescono a superare il blocco dell’occupante.

L’assedio ha trasformato Gaza nella più grande prigione a cielo aperto del mondo. Come se non bastasse, Israele ha condotto diverse campagne militari contro la Striscia: l’offensiva “Piombo Fuso” che per ben 22 giorni (dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009) ha insanguinato Gaza, con un bilancio definitivo di 1.300 morti e più di 20.000 case danneggiate; l’offensiva “Pillar of Cloud” che nel novembre 2012 in otto giorni ha provocato 160 vittime civili e 1.200 feriti.

La situazione già difficile in cui versa la popolazione palestinese a Gaza è ulteriormente aggravata dai frequenti attacchi lanciati dall’esercito egiziano contro i tunnel sotterranei, attraverso i quali i gazawi si riforniscono di merci che l’occupante non fa entrare dai confini, e rappresentano l’unica vera ancora di salvezza per questo popolo. Dopo che l’ex presidente Morsi è stato deposto, l’esercito egiziano ha intensificato le operazioni di distruzione dei tunnel, al punto che meno del 20% è ancora funzionante e moltissimi palestinesi sono rimasti vittime di incidenti, anche gravi, durante le operazioni di distruzione, secondo quanto riferisce PressTv.

Questi sono i dati, i fatti, le cifre. Ora lasciamo che a spiegare cosa significhi l’assedio israeliano nella Striscia di Gaza siano le parole di un uomo che ha deciso di vivere in quella terra, accanto a quelli che per lui sono fratelli. Vincenzo Fullone ha scritto queste parole stanotte: “Palestina, 11 Novembre 2013. Notte fonda. Ti affacci dalla finestra e guardi Gaza. Stasera e’ visibile, l’elettricita’ ci è stata concessa. Il mare suona sempre la stessa musica, che non ti stanca ma ti rinfranca l’anima… e poi vedi in fondo, nel buio, quelle luci fioche, lì ad un passo da te e non all’orizzonte, sarebbe troppo chiedere alla liberta’ di varcare l’orizzonte qui a Gaza! Mi chiedo e mi richiedo il senso di questa prigionia, che produce esattamente quello per cui, questa terra, e’ stata condannata… le motivazioni della sua condanna! E’ la sua condanna senza ragioni, è il sospetto del pregiudizio che la rende quella che e’: isolata, occupata, condannata e per troppi anche colpevole! Ed e’ semplice vedere in un condannato un colpevole, non ci vuole mica tanta fantasia… il condannato non ha diritto a vesti pulite e ad acqua potabile non ha diritto ad un tetto per ripararsi ! Così’ il mondo perde di vista l’ingiustizia mentre scorge il mal vestito, il denutrito e l’indigente che non ci vuole mica tanto a travestirlo da colpevole! Sono stati astuti i pirati del medio oriente… astuti a rendere la Palestina colpevole, a conciarla come si concia un attore che ignora la sua parte… colpevole dinnanzi al mondo che corre sempre e non si ferma mai a cercare la verita’… un mondo che ti passa davanti ti sfiora ma non ti incontra… Eppure sarebbe semplice constatare la congiura e vedere i fatti, ben diversi da come vengono narrati. Ed io sono qui testimone attento davanti ad un popolo che e’ innocente e non ha diritto a difendersi… perche’ se si difendesse non avrebbe il tempo di sopravvivere…!!! non avrebbe il tempo di sfamare i suoi figli e morirebbe…!!! Per questo le barche escono in mare quasi ogni sera e non importa se non possono andare lontano… Un po’ di pesce attirato dalla luce si avvicinera’ alle loro reti… Mi chiedo quanto pericolose siano queste barche…. sono rattoppate sui rattoppi e a fatica ancora galleggiano… Eppure impedirgli di pescare, per qualcuno, equivale a fermare il terrorismo… ma io mi chiedo: non e’ evidente chi sia il terrorista?”!!!
Questa è Gaza.

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