Siria, non si ferma il traffico di droga sul confine giordano

Siria – Gli scontri di confine tra le guardie di frontiera giordane e i trafficanti di droga sono aumentati significativamente dopo la caduta del regime di Assad, causando spesso vittime tra i trafficanti.
La Guardia di Frontiera Siriana (Gfs) afferma di aver represso i produttori e i trafficanti di droga in Siria, in conformità con gli impegni presi con le potenze regionali, tuttavia sembra che non sia così. Alcune fonti indicano che la Gfs controlla una rete di traffico di droga piuttosto consistente, composta da fabbriche, reti di distribuzione e trafficanti, in parte ereditata dal regime di Assad.
Questa rete è gestita da figure direttamente collegate alla leadership siriana, alcune delle quali erano anche al servizio di Assad. Ad esempio, lo sceicco Farhan Al-Marsoomi, un noto narcotrafficante affiliato al regime di Assad, ha offerto un banchetto a diversi ministri e funzionari dell’attuale regime siriano, godendo apparentemente di completa immunità e continuando a gestire i suoi affari come se nulla fosse.
Tutti gli indizi e le segnalazioni indicano che il regime guidato da al-Julani, anziché combattere questo traffico condannato a livello internazionale, poiché esso fornisce un flusso di fondi non tracciabile che potrebbe essere utilizzato per sostenere le milizie che operano in tutto il Paese, soprattutto nel sud, dove la regione a maggioranza drusa di As-Suweida continua a rappresentare un ostacolo alle ambizioni di al-Julani di controllare con la forza tutta la Siria.
di Redazione



