La Siria invita l’Onu a fermare i crimini americani

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Siria – Damasco ha sollecitato le Nazioni Unite ad assumere le proprie responsabilità in merito all’instaurazione della pace e della sicurezza internazionale per porre fine ai crimini contro i siriani da parte della coalizione guidata dagli Stati Uniti, che ufficialmente dovrebbe combattere il gruppo terroristico Daesh.

Il Ministero siriano degli Affari Esteri e degli Espatriati ha inviato due lettere distinte al Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres e al Presidente di turno del Consiglio di sicurezza dell’Onu, Amr Abdellatif Aboulatta, segnalando la perdita di 17 civili negli attacchi aerei condotti dagli Usa nei confronti delle strutture residenziali dei quartieri di Raqqah il 16 agosto, nonché il ferimento di molte persone, tra cui donne e bambini e il danneggiamento di infrastrutture civili.

Giovedì scorso, l’agenzia di stampa ufficiale della Siria, Sana, ha riferito che gli aerei militari americani hanno bombardato edifici residenziali nella città di al-Jala, situati lungo il fiume Eufrate e a sud della città orientale di Dayr al-Zawr, nelle città di At-Tayana, al-Zabari, Boqruss e Subaikhan. Il ministero degli Affari Esteri siriano ha accusato ancora una volta la coalizione guidata dagli Stati Uniti di utilizzare bombe guidate e munizioni al fosforo in flagrante violazione del diritto internazionale e dei principi dei diritti umani.

Nelle lettere inoltre si invitato i membri della coalizione guidata dagli Stati Uniti a sciogliere immediatamente il contingente militare, essendo stato formato fuori dal quadro delle Nazioni Unite e senza il permesso del governo siriano. Ufficialmente la coalizione guidata dagli Stati Uniti sta conducendo attacchi contro presunti obiettivi di Daesh all’interno della Siria dal settembre 2014, senza alcuna autorizzazione del governo di Damasco o di un mandato delle Nazioni Unite.

L’alleanza militare è stata accusata ripetutamente di colpire e uccidere civili. Inoltre è stata incapace di soddisfare il suo obiettivo ufficiale dichiarato di colpire Daesh. Come ha dichiarato in precedenza il presidente del Consiglio Supremo di Sicurezza dell’Iran, Ali Shamkhani, gli attacchi della coalizione rappresentano un genocidio che riduce la sicurezza nella regione e rafforza il terrorismo.

Mentre Ali Shamkhani sottolinea che l’Iran continuerà a sostenere la Siria fino alla fine della crisi nello Stato del Medio Oriente, Washington annuncia che la Cia ha cancellato il suo programma a sostegno dei “ribelli moderati” in Siria, programma che si stima sia costato ai contribuenti statunitensi oltre un miliardo di dollari e che ha contribuito a perpetuare un conflitto in cui sono morte oltre 400mila persone e che ha prodotto oltre sei milioni di sfollati.

In Siria nel momento in cui il programma della Cia è iniziato il Paese è stato devastato in modo simile a quando i Khmer Rossi decisero di attuare il proprio Anno Zero, portando al massacro e all’estirpazione di comunità minoritarie che possono tracciare la loro presenza in Oriente a vari millenni fa. Un programma fallito per individuare e finanziare una terza forza in cui gli Usa non hanno mai avuto alcun diritto giuridico o morale per operare. Per fortuna il programma di una ennesima guerra sporca è fallito.

di Cristina Amoroso

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