Medio OrientePrimo Piano

Sciiti in Bahrain, tra condanne a morte ed ergastoli

Coperto dal silenzio complice della comunità internazionale, il regime del Bahrain continua le sue brutali misure repressive contro i membri della comunità religiosa sciita.

Il principale gruppo di opposizione del Bahrain, la Società Islamica Nazionale al-Wefaq, ha riferito che le figure religiose sciite sono sistematicamente sottoposte ad arresti arbitrari, torture, processi, revoca della cittadinanza e deportazione forzata. Il movimento al-Wefaq ha registrato più di 347 casi di arresti, convocazioni e vari processi di sicurezza dei religiosi sciiti in Bahrain.

Negli ultimi anni, le autorità di sicurezza del Bahrain hanno arrestato arbitrariamente centinaia di religiosi sciiti per le loro tendenze ideologiche e opinioni politiche. Al-Wefaq ha inoltre sottolineato che “i verdetti severi e ingiusti” hanno preso di mira più di 50 chierici, che vanno da multe salate e abolizione della nazionalità, all’ergastolo e alla pena di morte.

Tre studiosi sciiti sono stati condannati a morte, otto all’ergastolo e molti altri sono stati privati della cittadinanza. Tra quelli di cui è stata revocata la nazionalità, spiccano l’ayatollah Sheikh Isa Ahmed Qassim e lo sceicco Hussein Najati. Al-Wefaq condanna la politica di persecuzione e discriminazione del regime di al-Khalifah, sottolineando che le autorità non hanno significative iniziative di riforma a livello dei diritti umani, in particolare per quanto riguarda la libertà di religione e credo.

Nove anni di rivolta in Bahrain

Dal febbraio 2011, migliaia di manifestanti anti-regime hanno tenuto manifestazioni quotidiane, chiedendo alla dinastia al-Khalifah di lasciare il potere e istituire un sistema giusto che rappresenti tutti i Bahrainiti. Manama ha fatto di tutto per reprimere ogni forma di dissenso. Il 14 marzo 2011, truppe provenienti dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti sono state dispiegate per assistere il Bahrain nella repressione degli oppositori. Decine di persone hanno perso la vita e centinaia di altri hanno subito lesioni o sono stati arrestati.

Il 5 marzo 2017, il parlamento del Bahrain ha approvato il processo contro i civili nei tribunali militari in un provvedimento fortemente criticato da attivisti per i diritti umani e definito equivalente all’imposizione di una legge marziale non dichiarata in tutto il Paese. Il monarca del Bahrain, Re Hamad bin Isa al-Khalifah, ha ratificato l’emendamento costituzionale il 3 aprile 2018.

di Redazione

Tags
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Back to top button
Close
Close

IlFaroSulMondo.it usa i cookies, anche di terze parti. Ti invitiamo a dare il consenso così da proseguire al meglio con una navigazione ottimizzata. maggiori informazioni

Le attuali impostazioni permettono l'utilizzo dei cookies al fine di fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se continui ad utilizzare questo sito web senza cambiare le tue impostazioni dei cookies o cliccando "OK, accetto" nel banner in basso ne acconsenterai l'utilizzo.

Chiudi