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Sacra Difesa, anniversario di sangue in Iran

Doveva essere una giornata dedicata al ricordo eroico e romantico di chi ha saputo sacrificare la propria vita per la difesa della sua Terra, ma un manipolo di codardi armati e finanziati dall’Occidente e dai suoi alleati del Golfo, hanno trasformato questa giornata sacra in un bagno di sangue innocente.

Un gruppo terroristico ha attaccato questa mattina una cerimonia militare nella città sud-occidentale di Ahvaz, capitale del Khuzestan, nell’anniversario della Sacra Difesa. Un funzionario provinciale ha dichiarato all’agenzia stampa Tasnim che 29 persone, tra cui un bambino e un giornalista, sono morte nell’attacco.

L’Iran ricorda la Sacra Difesa

Il popolo iraniano commemora oggi il 38esimo anniversario dell’invasione dell’Iran da parte di Saddam, con l’inizio della “Guerra imposta” durata otto anni. Tutte le divisioni delle forze armate iraniane hanno organizzato per oggi sfilate militari in tutte le città della nazione, per ricordare la Sacra Difesa del Paese. A Teheran, il rituale è tenuto dal presidente Hassan Rouhani, nel viale lungo il mausoleo dell’Imam Khomeini.

L’aggressione militare da parte del regime iracheno ebbe inizio il 22 settembre 1980 e si concluse il 20 agosto 1988 con un Cessate il fuoco imposto dall’Onu. Il bilancio delle vittime di quel conflitto è ancora approssimativo, se si tiene conto che ancora oggi, da ambo le parti, si ritrovano i resti dei corpi di migliaia di combattenti ritenuti dispersi. Sulla base di stime ufficiali, i morti sui due fronti furono oltre un milione.

Il 22 settembre del 1980, l’aviazione di Saddam lanciò attacchi aerei a sorpresa su dieci aeroporti iraniani per distruggere l’aviazione di Teheran. L’Iraq fece uso di armamenti militari molto avanzati forniti dagli Stati Uniti e da diversi Paesi ostili verso l’Iran. Nella difesa eroica del Paese, oltre ai Pasdaran e alle milizie dei Basij, centinaia di migliaia di volontari si unirono alle Forze Armate iraniane per difendere il loro Paese dall’aggressione irachena.

Nell’agosto del 1988, dopo otto anni di un’atroce guerra imposta al popolo iraniano con la conseguente morte di oltre 1.5 milioni di uomini e donne (per il 60% iraniani) e 1,700mila feriti, venne accettata dalle parti in conflitto la risoluzione 598 dell’Organizzazione delle Nazioni Unite con la proposta di cessazione delle ostilità.

di Giovanni Sorbello

 

 

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