Polveriera Cisgiordania

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di Giovanni Sorbello

Questa mattina violenti scontri sono scoppiati tra esercito israeliano e manifestanti palestinesi nella città di Beit Safafa, a sud di Gerusalemme. I soldati hanno sparato gas lacrimogeni e proiettili di gomma, ferendo decine di giovani e arrestandone dieci.

Nella città di Betania, a est di Gerusalemme i militari hanno assaltato una maratona, arrestando l’organizzatore e aggredendo i cittadini presenti.

Nella città di Bil’in a ovest di Ramallah, durante una marcia per commemorare l’inizio della Resistenza Popolare, l’esercito israeliano ha sparato gas lacrimogeni e proiettili di gomma, ferendo un paramedico e diversi altri cittadini.

Una marcia di solidarietà per i prigionieri palestinesi davanti il carcere di “Ofer” a ovest di Ramallah, è stata attaccata dai soldati israeliani, provocando il ferimento di cinque giovani.

Altre manifestazioni di solidarietà sono state soppresse dall’esercito israeliano a Hebron, a Wade Alnchah a sud di Betlemme e nella città di Salfit.

La Cisgiordania si trasforma sempre di più in una polveriera pronta ad esplodere, la rabbia dei palestinesi monta sempre più forte, tanto quanto la violenta repressione dell’esercito israeliano. Siamo alle porte di una nuova Intifada, mentre i rispettivi governanti fanno finta di non accorgersene, in Cisgiordania, così come in altri Paesi confinanti, ci si prepara ad una devastante resa dei conti.

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