Kataib Hezbollah, il perchè degli attacchi statunitensi

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Con una mossa senza precedenti, che indica l’inizio del conflitto diretto tra la coalizione Usa-Israele e l’Asse della Resistenza, gli Stati Uniti hanno attaccato le basi legate al movimento iracheno Kataib Hezbollah, vicino al valico di frontiera di al-Qa’im. La mossa degli americani rivela il desiderio degli Stati Uniti di occupare l’Iraq e soddisfare gli interessi del regime sionista. Considerando le delicate circostanze in Iraq e la crescente preoccupazione da parte del regime sionista sull’aumento del potere missilistico dell’Asse di Resistenza, gli americani hanno preso di mira le basi che sapevano essere di grande importanza per l’Asse. 

Kataib Hezbollah dura risposta agli aggressori statunitensi

L’intervento degli Stati Uniti mirava direttamente alla realizzazione dei piani israeliani. La scelta di al-Qa’im come bersaglio indica che i raid erano ben al di là di una reazione agli attacchi alla base K1 a Kirkuk, suggerendo che la fase strategica del confronto tra le due parti è iniziata. Sebbene gli israeliani fossero profondamente compiaciuti degli attacchi, gli alleati arabi statunitensi, con l’eccezione della famiglia al-Khalifa che ha sostenuto fortemente l’azione, sono rimasti in silenzio di fronte a un forte contraccolpo da parte dei gruppi politici iracheni. 

Cosa cercano gli americani?

Gli Stati Uniti, infatti, stanno cercando di assumere il controllo delle aree che considera strategiche per i suoi progetti. Non intende fare un passo indietro rispetto all’Asse della Resistenza. Dal punto di vista dei leader dei gruppi della Resistenza irachena, gli Stati Uniti hanno commesso un errore di calcolo e adottato il gioco del “sangue contro il sangue”, quindi, la Resistenza darà una risposta adeguata ai raid aerei statunitensi.

Perché gli Stati Uniti hanno scelto al-Qa’im?

Il valico di frontiera al-Bukamal-al-Qa’im si trova a 450 km da Damasco e 340 km da Baghdad. Il valico di frontiera collega due città di al-Qa’im nella provincia di Anbar in Iraq con la provincia siriana di Deir ez-Zor, che sono le città più vicine al confine comune.

1. Washington è contraria alla presenza delle Forze di mobilitazione popolare irachene in quest’area perché il valico di frontiera al-Bukamal-al-Qa’im aumenta la sensibilità di Tel Aviv. Israele considera il valico di frontiera come la strada sicura di Teheran per Beirut, e quindi cerca di bloccarlo.

2. Al-Qa’im è l’area più vicina alla base aerea di Ain Assad, dove sono di stanza centinaia di truppe statunitensi. Tutte le truppe americane che si spostano tra Iraq e Siria sono monitorate dalla base della Resistenza irachena, quindi gli americani non vogliono che nessuna delle Forze sia presente in quell’area.

3. Kataib Hezbollah è stato preso di mira insieme ad altre unità operanti nell’ambito delle Forze di mobilitazione perché le brigate 45 schierate al confine tra Siria e Iraq sono tra le unità più potenti.

Si può concludere che gli attacchi alle posizioni di Kataib Hezbollah erano in linea con i movimenti del regime sionista e americano in corso per indebolire il movimento di Resistenza contro gli aggressori. Gli attacchi degli Stati Uniti sono una grave violazione della sovranità irachena e di tutte le carte internazionali. Gli attacchi mostrano che le truppe statunitensi in Iraq stanno agendo contro l’Iraq e le sue organizzazioni. Gli attacchi stanno compattando il popolo iracheno al fianco della Resistenza nella lotta contro l’occupante statunitense. Washington, dopo l’attacco alle basi irachene e soprattutto dopo il vile assassinio del generale Soleimani e del comandante Abu Mahdi al-Muhandis, dovrà affrontare una situazione estremamente ostile e pericolosa.

di Yahya Sorbello

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