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Iraq: chi ritarda l’espulsione degli americani?

Iraq – Sono trascorsi sei anni da quando il parlamento iracheno ha approvato una risoluzione che imponeva alle forze straniere, in particolare americane, di lasciare il Paese. Purtroppo, gli occupanti americani sono ancora presenti nelle basi della regione del Kurdistan e il ritiro completo non è stato ancora completato.

Uno dei principali fattori alla base del ritardo sono le pressioni economiche e di sicurezza degli Stati Uniti sul governo iracheno; la dipendenza dagli aiuti finanziari, militari e di addestramento di Washington, insieme alla minaccia di sanzioni, ha indotto i governi che si sono succeduti a rinviare la piena attuazione della risoluzione. Queste dipendenze, insieme ai contratti logistici e di addestramento, hanno favorito gli interessi di alcuni funzionari e complicato il processo di ritiro.

Inoltre, da una prospettiva clanica e settaria, i curdi considerano la presenza degli Stati Uniti essenziale per garantire la separazione della regione e hanno mantenuto le basi di Erbil e Harir come scudo difensivo. Anche i sunniti hanno bisogno del sostegno di Washington per preservare l’equilibrio di sicurezza e considerano rischioso un ritiro completo.

Iraq e il cappio americano

La corruzione interna e l’influenza delle lobby straniere nel processo decisionale di Baghdad sono altri fattori. Alcuni funzionari beneficiano di programmi di sostegno economico americani, mentre gruppi della Resistenza e attivisti patriottici hanno ripetutamente sottolineato l’attuazione della risoluzione. Questi fattori, insieme agli interessi nascosti nei contratti, hanno reso impossibile un ritiro completo e consensuale a livello nazionale.

L’accordo del 2024 per porre fine alla missione della coalizione entro settembre 2025 e ritirarsi gradualmente entro la fine del 2026, si è praticamente limitato al trasferimento delle forze nella regione del Kurdistan, e non c’è stato alcun ritiro effettivo dal territorio iracheno. Questo approccio non solo non è considerato un vero progresso, ma è una chiara violazione della risoluzione parlamentare e giustifica la continua presenza degli occupanti nella regione.

di Redazione

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