Iran, Rouhani non convince il Parlamento

Rouhani
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I legislatori iraniani non sono stati convinti dalle risposte del presidente Rouhani sul modo in cui il governo ha gestito la situazione economica del Paese. Il presidente iraniano è comparso oggi davanti al Parlamento per rispondere a cinque domande sollevate da 82 legislatori.

RouhaniDopo aver risposto alle domande, ciascuna delle risposte del presidente è stata messa ai voti per determinare se le risposte fossero state convincenti. I risultati hanno rivelato che solo una delle risposte di Rouhani è riuscita a convincere i legislatori.

I parlamentari non sono rimasti soddisfatti dalla risposta del presidente Rouhani circa la lotta del contrabbando del suo governo. Dei 271 parlamentari presenti alla sessione, 123 hanno votato a favore, 138 contrari e sei si sono astenuti. I legislatori sono stati convinti dalla risposta di Rouhani alla ragione del proseguimento delle sanzioni sul settore bancario del Paese, nonostante il pieno impegno dell’Iran nell’accordo nucleare. 137 parlamentari hanno votato a favore, 130 contrari e tre si sono astenuti.

Contrarietà del Parlamento anche per quanto riguarda la risposta di Rouhani alla mancanza di misure appropriate da parte del suo governo per ridurre il tasso di disoccupazione. Dei 272 deputati presenti, 74 hanno votato a favore, 190 contrari e otto astensionisti. I legislatori iraniani non rimasti soddisfatti nemmeno della risposta di Rouhani alla ragione del grave crollo economico degli ultimi anni, nonostante le promesse del suo governo. 150 parlamentari hanno votato contro, con 116 deputati che hanno votato a favore e sei astenuti.

Per quanto riguarda la risposta di Rouhani al forte calo del Rial iraniano e all’aumento del valore delle valute estere, 196 parlamentari hanno votato contro, con solo 68 legislatori convinti dalla risposta di Rouhani, mentre otto parlamentari non hanno votato.

Ai sensi dell’articolo 213 del Regolamento del Parlamento, una relazione sulle domande, le risposte del presidente e le reazioni dei parlamentari che non rimangono convinti dalle risposte saranno inviate alla magistratura per essere gestite nell’ambito della legge.

Rouhani e le critiche dei Pasdaran

All’inizio di agosto, il comandante dei Pasdaran (Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica), generale Mohammad Ali Jafari, ha criticato duramente l’amministrazione iraniana per essere rimasta passiva nella guerra economica avviata dai Paesi nemici e per essersi sottratta all’impennata dei prezzi nel Paese, esortando di prendere immediatamente decisioni “rivoluzionarie” e avere dinamismo nel gestire la situazione.

In una lettera al presidente Hassan Rouhani, il generale Mohammad Ali Jafari, ha ricordato all’amministrazione i suoi doveri di organizzare l’economia mentre gode del sostegno degli iraniani. Il comandante ha affermato che il forte sostegno all’amministrazione di Rouhani nelle ultime settimane da parte di tutti coloro che si preoccupano di proteggere la Rivoluzione islamica non dovrebbe impedire al governo di prendere “azioni rivoluzionarie”, al fine di evitare un forte aumento dei prezzi e del valore della moneta nel bel mezzo di una “guerra economica” avviata dai nemici dell’Iran.

di Giovanni Sorbello

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