I sopravvissuti ricordano il massacro di Haximu, vent’anni dopo

Visualizzazioni : 29

di Redazione

Vent’anni fa, un gruppo di cercatori d’oro illegali massacrò brutalmente sedici Indiani Yanomami. Nell’anniversario di quella storia raccapricciante, i sopravvissuti parlano apertamente dei loro ricordi perchè i minatori continuano a invadere la loro terra.

Il massacro della comunità yanomami di Haximu, nell’Amazzonia venezuelana, fu compiuto da 22 cercatori d’oro brasiliani nel 1993. I minatori uccisero donne, bambini e anziani, e mutilarono un neonato con un machete.

In una rara intervista, Marisa e Leida Yanomami, sopravvissute al massacro, hanno raccontato: “I cercatori d’oro hanno ucciso i nostri fratelli e le nostre sorelle e hanno ucciso anche nostro padre con il machete; alcuni sono stati uccisi con armi da fuoco. Parlarne è difficile, perché ci rende molto tristi. Quando raccontiamo del massacro, ci ricordiamo di nostro padre”.

A vent’anni di distanza, i territori yanomami di Brasile e Venezuela continuano a essere invasi illegalmente dai cercatori d’oro che inquinano i fiumi con il mercurio e distruggono la foresta. Continuano anche gli attacchi agli Yanomami a dispetto di un’operazione condotta dalle autorità brasiliane per allontanare i minatori dalla loro terra.

In Venezuela, gli Yanomami temono un’invasione su larga scala perché la compagnia statale cinese CITIC è stata ingaggiata per esplorare, mappare e catalogare le riserve minerarie venezuelane, molte delle quali si trovano nella terra indigena.

La COIAM, una rete di organizzazioni indigene amazzoniche, ha condannato i progetti della CITIC e ha dichiarato: “Chiediamo al governo nazionale di rivedere con urgenza questi progetti e di non consentire che siano realizzati nei territori e nelle comunità indigeni, dato il loro potenziale impatto distruttivo a livello ambientale e socio-culturale. Le vite e la sopravvivenza fisica e culturale dei popoli indigeni dipendono da un’adeguata tutela del loro ambiente e delle loro terre”.

In Brasile, gli Yanomami si oppongono con forza a un progetto di legge sull’attività mineraria che è in corso di dibattimento al Congresso brasiliano e che, se approvato, aprirebbe la terra degli Yanomami e altri territori indigeni allo sfruttamento minerario su larga scala portando altri invasori nelle loro terre.

Con una sentenza storica e senza precedenti, cinque degli autori del massacro di Haximu furono condannati per genocidio. Ma oggi solo uno dei minatori rimane in prigione. Dopo aver scontato parte della pena, uno tornò a cercare illegalmente oro nella terra yanomami ed è stato catturato nuovamente lo scorso anno, durante un’operazione effettuata dalle autorità per allontanare i minatori dal territorio.

“Non dimentico mai il massacro di Haximu” ha dichiarato a Survival Davi Kopenawa, portavoce Yanomami. “I cercatori d’oro hanno ucciso sedici Yanomami e poi sono ritornati, gli stessi uomini… Siamo indignati perché i cercatori d’oro non sono mai stati puniti e non hanno sofferto come è successo a noi”.

Dopo il massacro furono istituite varie commissioni bi-nazionali, compresa una per monitorare e contrastare l’attività estrattiva illegale. Tuttavia sembra che sia inattiva da anni. Survival ha scritto ad entrambi i governi sollecitandoli a mantenere gli accordi presi per controllare i minatori illegali e proteggere la terra yanomami.

Gli Yanomami sono oltre 30.000, vivono lungo il confine tra Brasile e Venezuela, e costituiscono la tribù relativamente isolata più grande del Sudamerica. Negli anni ‘80, un’ondata di cercatori d’oro illegali decimò la tribù, e in Brasile uno Yanomami su cinque morì a causa dei violenti attacchi degli stranieri e delle malattie importate dall’esterno.

“Sia il Brasile che il Venezuela continuano a permettere ai cercatori d’oro illegali di operare all’interno della terra yanomami” ha commentato oggi Stephen Corry, Direttore di Survival International. “E questo a dispetto degli orrori che hanno provocato. In occasione dei Mondiali di Calcio e delle Olimpiadi, presto il Brasile accoglierà tutto il mondo – ma oggi il suo governo è davvero in grado di far applicare la legge entro i suoi confini?”

Fonte: http://www.survival.it/notizie/9463

lascia un commento

IlFaroSulMondo.it usa i cookies, anche di terze parti. Ti invitiamo a dare il consenso così da proseguire al meglio con una navigazione ottimizzata. maggiori informazioni

Le attuali impostazioni permettono l'utilizzo dei cookies al fine di fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se continui ad utilizzare questo sito web senza cambiare le tue impostazioni dei cookies o cliccando "OK, accetto" nel banner in basso ne acconsenterai l'utilizzo.

Chiudi