Europa serva del sionismo e islamofoba

Le immagini di Ben-Gvir che dileggia gente inerme ammanettata hanno fatto il giro del mondo, eppure, le voci che si sono alzate in Europa sono state deboli e spaventate. Le condanne europee, italiane comprese, sono state richieste “ad personam” lasciando completamente fuori il regime sionista. Si è voluta addossare la responsabilità al singolo invece che al governo e, in questo modo, si è legittimato l’operato di Israele.
Europa tra islamofobia e servilismo
Anche l’attentato di Modena, commesso da Salim El Koudri, è stato letto sotto la lente dell’odio razziale; le dichiarazioni dei politici italiani smentite poi dai fatti, hanno mirato sin dal primo momento a smuovere il sentimento di islamofobia e hanno identificato nell’Islam il nemico numero uno dell’Occidente.
L’Italia ha confermato il suo servilismo al sionismo dopo l’atto di pirateria compiuto in acque internazionali nei confronti della Global Sumud Flotilla; un attacco che si configura come un’aggressione al territorio italiano. Tra mille distinguo e paure, il governo italiano ha chiesto non le sanzioni verso chi ha messo in atto un genocidio a Gaza con oltre 73mila morti, ma verso un individuo.
Israele al di sopra di tutto e tutti
L’entità sionista non ha mai rispettato alcuna direttiva Onu pur violando sistematicamente i più elementari diritti umani, riuscendo ancora oggi ad essere definita “unica democrazia nel Medio Oriente”.
Israele poteva e doveva essere sanzionato con l’abrogazione dell’Accordo di Associazione Israele-Ue del 2000; in esso il regime di libero scambio è subordinato al rispetto dei diritti umani.
Dalla richiesta di sanzioni europee da parte italiana si è scoperto il bluff: L’Italia ha convocato l’ambasciatore israeliano ed ha chiesto alla Ue di sanzionare Ben-Gvir, non Israele. A questo punto è ragionevole sospettare che se quelle immagini non fossero state trasmesse, le violazioni sarebbero passate sotto traccia.
In sostanza, tutto quello che viene chiesto ha sì lo scopo di esorcizzare le malefatte sioniste affibbiandone la colpa al governo Netanyahu, ma lasciando nei fatti Israele del tutto innocente. Si pensa che una volta “tolto di mezzo” l’attuale presidente e la sua congrega di fanatici impazziti, l’Occidente ne risulterebbe rigenerato e pronto a sventolare il vessillo di “civiltà superiore”.
Islamofobia arma di distrazione di massa
La scellerata azione di Modena, avendo come protagonista un arabo sull’origine arabo, ha sviluppato un racconto efficace dal punto di vista mediatico dando vita a quel frullatore dove all’interno vengono miscelati problematiche dell’immigrazione, del terrorismo e dell’Islam, dove Hamas, Hezbollah, Iran e Isis diventano tutti la stessa cosa.
Come dice saggiamente Franco Cardini: “Non si può generalizzare sull’Islam. La Umma (l’insieme delle comunità islamiche), è composta da un miliardo e settecentomila persone sparse in tutto il mondo e non esiste un solo Paese dove vivono solo musulmani o sono assenti”.
L’islamofobia è un’arma di distrazione di massa creata allo scopo di incanalare il dissenso delle classi subalterne contro il musulmano, il “diverso”, in modo da occultare il fallimento del sistema neoliberista portato avanti dalle classi dominanti in Europa.
di Sebastiano Lo Monaco



