Gaza e la falsa tregua

Gaza è ufficialmente scomparsa dalle cronache; sono lontani i tempi delle manifestazioni, della solidarietà, delle bandiere al vento. Film come “La voce di Hind Rajab” avevano fatto indignare i più, adesso, di tutta quella indignazione pare non essere rimasto nulla. La tregua ha congelato, nei fatti, l’idea che stava alla base di quei movimenti spontanei che si sono spenti, lentamente e silenziosamente. Sono passati sei mesi dall’entrata in vigore del cessate il fuoco ma, ad oggi, la situazione resta drammatica.
A Gaza la situazione è disastrosa, non si è visto nessun miglioramento delle condizioni di vita previsto nell’accordo. Medici Senza Frontiere (Msf) ha lanciato un nuovo allarme sulla situazione umanitaria: “Ci sono continui attacchi da parte delle Idf e sull’espansione incessante del controllo militare sulla Striscia”.
I raid sono sì diminuiti, ma non sono cessati mai del tutto. Msf denuncia anche la “deliberata politica di ostruzionismo da parte di Israele nei confronti degli aiuti che si traduce in morti del tutto evitabili”.
Secondo il Ministero della Salute di Gaza, dal cessate il fuoco del 10 ottobre 2025 sino all’8 Aprile 2026 sono state uccise almeno 733 persone, mentre 1.913 sono rimaste ferite. 40mila sono le medicazioni compiute su pazienti che presentavano ferite da colpi d’arma da fuoco ed esplosioni. Dal 10 ottobre, sono oltre 15mila i casi di trauma trattati nei due ospedali da campo di Msf.
A Gaza il Genocidio è in corso
Riportiamo le parole di Claire San Filippo, responsabile Msf: “A sei mesi di distanza dal cessate il fuoco, non si è riusciti a porre fine al genocidio contro i palestinesi”. I negoziati sono fermi e il 52% della Striscia è ancora occupata militarmente da Israele. La popolazione continua ad affrontare la carenza di acqua, di cibo, di elettricità mentre continuano a soffocare i pochi ospedali rimasti in piedi. Mancano le medicine a causa del blocco imposto da Israele.
Allo stesso tempo vengono impedite le evacuazioni per i pazienti che avrebbero bisogno di cure specialistiche al di fuori di Gaza. Attualmente ci sono 18.500 persone inserite nella lista delle evacuazioni mediche tra cui 4mila bambini. Il 90% della popolazione è sfollata e le condizioni non sono minimamente migliorate, il tutto mentre una coltre di silenzio e indifferenza è calata su Gaza e sui suoi abitanti.
di Sebastiano Lo Monaco



