Elezioni in Gran Bretagna, trionfo dei conservatori

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Le elezioni in Gran Bretagna non hanno riservato nessuna sorpresa e nessun colpo di scena, le cose sono andate come si sapeva già da tempo. Quello che è emerso nella notte tra il 12 ed il 13 Dicembre del 2019 è uno sconquasso politico della quale, ancora, non si vedono gli effetti ma dove si può già tranquillamente stabilire la portata.

Boris Johnson è stato consacrato con un risultato che lascia poco alla disamina politica: 365 seggi, ben oltre la maggioranza di 326, quasi un plebiscito per l’ex sindaco di Londra che della sua immagine cialtronesca al di fuori dei canoni british, ne ha fatto il punto di forza. A fare un serio esame di coscienza sono i laburisti che subiscono uno smacco che avrà effetti nel breve e nel lungo periodo. Corbin ed i Labour con 202 seggi non sono riusciti a scalfire la narrazione dei conservatori che hanno fatto della Brexit la loro bandiera. Questo dovrebbe far riflettere la sinistra, quello che ne rimane ormai, con il suo elettorato sempre più smarrito.

Un populismo dove ognuno può riversare quello che ritiene più opportuno come paure, speranze e rabbia perché razionalmente parlando verrebbe da ridere quando si sente parlare di “nazionalismo” e di “chiusura delle frontiere” in un mondo perennemente connesso e dove le merci riescono a percorrere migliaia di chilometri in poche ore.

Effetto a catena delle elezioni in Gran Bretagna

La data da segnare su tutti i calendari, visto che sarà un effetto a catena alla quale nessuno si potrà sottrarre, è il 31 Gennaio 2020, D-Day nella quale dovrebbe avvenire quanto Bo Jo ha promesso, ossia l’uscita “traumatica” dall’Europa. Saranno ripercussioni enormi in primis in Gran Bretagna dove vivono e lavorano moltissimi italiani e non solo, ma a far tremare le vene ai polsi vi è la mai sopita voglia di indipendentismo della Scozia e la “piccola” vittoria del Snp che ha ottenuto 48 seggi non sarà altro che una spina nel fianco con la quale l’istrionico premier dovrà fare i conti.

Come dimenticare quella pentola a pressione che è l’Irlanda. La Repubblica d’Irlanda con capitale Dublino e Irlanda del Nord con capitale Belfast sono altri problemi che si frapporranno tra i desiderata dell’elettorato inglese e le promesse del di Bo Jo.

di Sebastiano Lo Monaco

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