E’ partito l’attacco alla Russia?

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di Mauro Indelicato 

Ancora una volta, sembra il caso di dover rispolverare il detto secondo cui se una coincidenza può far pensare al fato, tre coincidenze danno invece una quasi certezza: e così, sfogliando le pagine economiche e di cronaca di questi giorni, ci accorgiamo come interessi e personaggi legati alla Russia siano al centro delle varie inchieste mediatiche.

Andiamo con ordine: tiene banco in questo momento, la questione legata all’economia cipriota. Il “Risiko” con il quale uno per volta la speculazione internazionale tende a comprarsi uno Stato dell’Eurozona, questa volta ha fatto tappa nell’isola mediterranea ed anche qui stessi proclami e stesse scene già viste in Grecia, Spagna, Portogallo ed Irlanda. Prima lo scoppio della “bolla” del debito pubblico, poi i sanguinosi piani di rientro, successivamente gli “aiuti” della Troika in cambio di politiche di austerità che congelino l’economia, infine il blocco del sistema bancario ed il suo “salvataggio” con un’inforcata di soldi pubblici.

Un copione già scritto e già recitato da altre parti ed in futuro nuovamente in mano in qualche altro Stato europeo; ma la domanda adesso è: la finanza tira i dadi di questi Risiko a casaccio o c’è una cronologia precisa nel far collassare l’economia della vittima di turno?

Domanda che sorge spontanea, vista la scia delle prima citate coincidenze: il crollo dell’economia cipriota infatti, avviene quando tra Londra e New York si sono consumati due casi che hanno interessato due dei più potenti e ricchi oligarchi russi, ossia Boris Berezovski e Roman Abramovich; il primo è stato trovato morto nella sua casa londinese, il secondo era stato in un primo momento arrestato, circostanza smentita dalle autorità, ma tanto basta per far alzare un polverone.

Cosa c’entrano Berezovski e Abramovich con Cipro? Il nesso non è diretto e riguarda la loro nazionalità russa: i gialli che hanno coinvolto questi due influenti personaggi russi, cascano proprio mentre la speculazione colpisce lo Stato europeo più economicamente legato alla Russia.

Gran parte infatti dei conti correnti incamerati nelle banche cipriote e che a breve subiranno un prelievo forzato di circa il 40%, sono di imprenditori ed aziende russe e ciò provocherà al Cremlino non pochi grattacapi.

Non a caso, il governo di Mosca è intervenuto direttamente sulla vicenda tramite il primo ministro Medvedev, il quale senza mezzi termini ha condannato l’operazione scellerata messa in campo dalla Troika: “Neanche nei soviet si realizzavano prelievi del genere e si effettuavano simili operazioni” sono le sue seccate parole.

Un intervento che la dice lunga su come Mosca e Nicosia siano fortemente legate e l’isola ex colonia britannica ha forse pagato questa “parentela” con gli interessi russi; tra la morte di Berezovski, l’arresto solo parzialmente smentito di Abramovich e l’attacco frontale ai conti correnti ciprioti, viene da pensare che sia in corso una vera e propria guerra contro la Russia.

La guerra, questo è un dato ormai risaputo, non si farà più con armi ed aerei, ma tramite le minacce ed i ricatti della finanza internazionale sulle economie e sui debiti degli Stati sovrani: nell’intricato Risiko mondiale dunque, sembra essere finita sotto attacco o quantomeno sotto un primo tenue fuoco aggressivo, il paese di Putin.

Queste sono solo ipotesi, ma i dati reali sembrano dare indicazioni precise: inoltre, bisogna ricordare come in questo momento la Russia di Putin è comunque una forza che mantiene l’equilibrio nelle varie regioni, grazie ad un gran lavoro diplomatico che impedisce alla potenza americana e soprattutto a chi controlla la potenza americana, di poter continuare il proprio gioco imperialista.

E’ grazie alla Russia che si impedisce materialmente l’attacco militare contro la Siria di Assad, è grazie al lavoro del Cremlino che Iran e Corea del Nord non siano realtà già in guerra. Un gioco di equilibrio, che evidentemente disturba chi nell’equilibrio vede una minaccia ai proprio interessi espansivi.

Dunque, è per questo che a livello economico sarebbero in corso i primi attacchi contro il Cremlino; vedremo nelle prossime settimane, come evolverà la situazione.

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