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Conoscere la storia della Terra di Palestina

I Canaaniti furono la prima tribù che migrò dalla penisola arabica alla Palestina, vissuto con gli Amorriti e costituirono un regno nel 2500 anni A.C. che è rimasto in piedi per 15 secoli. La storia della Palestina inizia con i nomi dei profeti. Il nome di Giacobbe era Israele. Le Dodici tribù di Israele discendevano dai figli di Giacobbe che governarono il territorio nel 1300 A.C. La popolazione di Israele subì un incremento prima del arrivo del Profeta Mosè nel regno di Faraone, e circa 430 anni dopo l’arrivo di Giacobbe in Egitto, il Profeta Mosè fece migrare le Dodici tribù di Israele dall’Egitto verso la Terra Promessa. Il viaggio durò 40 anni duranti i quali il profeta Mosè non smise mai di condurre la sua popolazione verso la retta via. Le Dodici tribù di Israele, però, si ribellarono contro il Profeta Mosè diverse volte.

Dopo il Profeta Mosè, Giosuè prese il suo posto e fece attraversare alle Dodici tribù di Israele il fiume Giordano, finché raggiunsero le città e cominciarono a massacrare la gente e a saccheggiare i villaggi che trovavano sul loro cammino. Però la Palestina era il paese che oppose resistenza e alla fine poté sconfiggere le Dodici tribù di Israele. Dopo ripetute guerre, le Dodici tribù di Israele riuscirono nuovamente a salire al potere e il Profeta Davide poté conquistare Gerusalemme e costruire Quds, o la moschea Santa. Questa moschea successivamente fu completata dal Profeta Salomone che governò il paese per 40 anni e poté restituire la pace al Quds, però dopo la sua morte iniziò nuovamente la violenza da parte delle Dodici tribù di Israele

Nel 730 a.C. circa Salmanassar invase Israele e prese in ostaggio gli israeliani e li sostituì con Babilonesi. Nell’anno 586 A.C. nel periodo di Nabopolassar, Israele venne attaccato dagli Assiri, e a causa di questo attacco le Dodici tribù di Israele vennero eliminate e prese in ostaggio. Alla fine Ciro il Grande, il re della Persia, conquistò Babilonia e liberò gli ebrei riportandoli in Palestina. La pace in questa regione continuò fino alla fine del regno di Dario III, quando Alessandro Magno, nel 323 a.C., attaccò la Persia, l’Egitto, la Siria, i Fenici e la Palestina, invasione che portò al massacro e alla distruzione di questi popoli.

Dopo Alessandro i suoi successori presero il dominio della Palestina, e nel 64 a.C. iniziò la dominazione dei Romani che, dopo ripetute guerre, invasero l’Armenia e la gran parte dell’Asia e Africa, e successivamente la Siria e la Palestina uccidendo più di 12 mila ebrei.

In questa situazione l’unica speranza di salvezza degli ebrei era Gesù Cristo, però l’autorità religiosa dell’ebraismo per gelosia aveva intenzione di eliminarlo e alla fine, su ordine del consiglio degli ebrei e a causa del complotto da loro ordito, il Profeta Gesù Cristo venne condannato a morte.

Nell’anno 70 d.C. Tito Flavio Vespasiano con i suoi ottantamila uomini circondò Gerusalemme e, dopo qualche mese di resistenza degli ebrei, poté conquistare la città e gli ebrei divennero quindi nuovamente profughi.

Cosroe II di Persia riuscì a sconfiggere i Romani con l’aiuto degli ebrei che collaboravano con lui e a conquistare Gerusalemme, però dopo la sua morte i cristiani presero nuovamente il controllo della città.

Il primo Califfo dell’Islam Abu Bakr inviò il suo esercito in Siria e Palestina e, dopo la sua morte, il secondo Califfo Omar riuscì a conquistare la Siria e Palestina e a sconfiggere i Bizantini. Gli abitanti delle città opposero una grande resistenza però la mancanza del cibo li costrinse a firmare un trattato di pace e dall’anno 636 la Palestina cadde quindi in mano ai musulmani.

Nell’anno 1095 iniziarono le Crociate contro i musulmani che durarono due secoli. Le cause che provocarono le Crociate furono molte però gli storici riconoscono la Palestina e la questione delle tasse che i cristiani dovevano pagare ai musulmani come una delle cause principali di queste guerre. I crociati dopo lunghe e dure battaglie riuscirono a penetrare nella Terra Santa e cominciarono a massacrare la popolazione e a saccheggiare i suoi beni.

Così i cristiani governarono la Palestina per 90 anni e alla fine della Seconda Crociata (1147-1149) Saladino sconfisse i crociati e riconquistò Gerusalemme, espellendoli dalla Siria e dall’Egitto.

Dopo la Settima Crociata e la morte dell’ultimo re della dinastia Ayyubide, i Mamelucchi presero il potere e lo mantennero per tre secoli. Governarono Gerusalemme e combatterono contro i Mongoli, sconfiggendoli, e eliminarono anche gli ultimi crociati ad Acri. Dall’altra parte, gli Ottomani con le loro guerre e conquiste contro i Mongoli e i Greci fondarono il loro impero.

Nell’era di Fatih Sultan Mehmet, conosciuto come Maometto II, e precisamente nel 1453, la città Costantinopoli, che era la città più importante per i crociati e la capitale dell’Impero romano d’Oriente, divenne la capitale dell’impero Ottomano e rimase tale per 500 anni.

Negli ultimi anni del XIX secolo sorsero delle rivolte in Palestina. La Gran Bretagna, che in quegli anni difendeva gli Ottomani, all’improvviso cambiò posizione e  durante la prima guerra schierò contro di loro, sostenendo i ribelli e spingendo Hossein, uomo ambizioso che oltre a essere il governatore della Mecca era anche rappresentante degli Ottomani nello Hejaz, a separarsi dagli Ottomani stessi. Vista la situazione, un gruppo di ebrei i quali avevano  elaborato a fine ‘800 il pensiero di uno stato per un unico popolo   cominciò a organizzare delle azioni preparative per fondare un paese indipendente, trovando in ciò anche il sostegno della Gran Bretagna.

Questo gruppo, aiutato economicamente da ebrei ricchi,   era il movimento sionista. Nel 1916 venne firmato l’accordo Sykes-Picot tra Russia, Francia e Inghilterra, con il quale questi paesi decisero di dividersi e gestire il territorio conquistato all’impero Ottomano.

L’Inghilterra a fine guerra  prese la Palestina sotto la sua gestione.

I Sionisti all’inizio del XX secolo, con il sostegno del dominio degli inglesi sulla Palestina, proposero per il problema dell’antisemitismo nel mondo la soluzione di istituire un paese ebraico.

Gli inglesi avevano bisogno di una base nella regione.  Nel corso della Prima Guerra mondiale i sionisti chiesero quindi agli inglesi e agli americani, nel caso in cui il governo ottomano fosse stato sconfitto, che, dopo la fine della guerra, la Palestina diventasse un paese ebraico, un progetto verso il quale il Ministro degli Affari Esteri del Regno Unito Lord Balfour espresse un parere positivo.

Finalmente nel 1920 gli alleati lasciarono ufficialmente la tutela della Palestina agli inglesi e si aprì quindi la strada all’istituzione dell’Unione Nazionale degli Ebrei e alla realizzazione della Dichiarazione Balfour.

Con il passaggio del potere agli inglesi gli ebrei iniziarono lo spostamento e l’immigrazione  verso la Palestina, che causò l’insurrezione degli arabi ivi residenti, mentre altri paesi arabi si limitavano a difendevano i palestinesi solo a parole. I musulmani e i cristiani palestinesi misero da parte le loro controversie e si unirono contro i sionisti, e nell’estate di 1929 scoppiò la prima guerra sanguinosa tra palestinesi e sionisti immigrati. In questa prima guerra i sionisti e i soldati inglesi uccisero 351 palestinesi. Dal 1920 al 1936 vi furono diverse insurrezioni armate guidate dallo Shaykh ʿIzz al-Dīn al-Qassām, che alla fine divenne martire con i suoi fedeli compagni in occasione di uno scontro con le forze mandatarie britanniche.

Nel 1937 Abd al-Qadir al-Husayni prese il posto dello Shaykh al-Qassām, ma anche lui insieme ai suoi compagni venne ucciso dalle forze sioniste e inglesi.

Nel 1944 Hasan Salama prese la guida della resistenza contro le forze sioniste e britanniche, però anche lui perse la propria vita in battaglia.

Dal 1940 la questione della Palestina divenne una questione araba e uno dei problemi internazionali più importanti. L’Inghilterra il 14 maggio 1948 mette fine al suo tutorato sulla Palestina e fa uscire i suoi militari. Nello stesso giorno il consiglio Nazionale per l’indipendenza Israeliana, guidato da David Ben-Gurion, dichiara la nascita del nuovo Stato ebraico.

Subito dopo questo annuncio Harry Truman, il presidente degli Stati Uniti, riconobbe ufficialmente il nuovo governo Israeliano, stato strumento dell’imperialismo inglese.

Comunque sia prima che dopo la dichiarazione del regime sionista, gli ebrei avevano incominciato a occupare città e villaggi e a espellere i palestinesi dalle loro case, e  si macchiarono di stragi di civili innocenti come quelle di Deir Yassin e di Kafr Qasim, nell’aprile del 1948. Questi massacri barbari terrorizzarono i palestinesi, che fuggirono dalle loro case lasciando spazio quindi all’occupazione della Palestina e all’istituzione del governo Israeliano. In tal modo il popolo palestinese divenne un popolo profugo che vive tuttora nei campi di profughi in diversi paesi arabi.

A cura di: Associazione Islamica Imam Mahdi 

 

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