Medio Oriente

Ayatollah Khamenei ricorda Raeisi

Iran – La Guida suprema della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei, ha diffuso un messaggio in occasione del secondo anniversario del martirio dell’ex presidente iraniano, l’Ayatollah Seyyed Ebrahim Raeisi. Commemorare i martiri del servizio, in primis l’ex presidente iraniano Ayatollah Ebrahim Raeisi, è un monito al martirio dei numerosi e stimati martiri che hanno servito la Repubblica Islamica dell’Iran; dai martiri Morteza Motahhari e Beheshti, Rajaei e Bahonar, a Ebrahim Raeisi, all’ex leader della preghiera del venerdì della provincia dell’Azerbaigian orientale Ayatollah Al-e Hashem, all’ex ministro degli Esteri Hossein Amir-Abdollahian e all’ex segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano Ali Larijani, fino a centinaia di figure di spicco della scuola del defunto fondatore della Rivoluzione Islamica Imam Khomeini e del leader martire della Rivoluzione Islamica Ayatollah Khamenei, che hanno compiuto passi da gigante nella promozione dei valori della Rivoluzione Islamica.

Il messaggio del Leader viene letto come segue:

Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso

La commemorazione dei martiri della Fuga di Ordibehesht (Maggio) – tra cui spicca il Presidente martire Ayatollah Seyyed Ebrahim Raeisi – serve a ricordare la vasta moltitudine di servitori devoti che hanno perso la vita nella Repubblica Islamica dell’Iran. Individui come Motahhari, Beheshti, Rajaei, Bahonar, Raeisi, l’Ayatollah Ale-Hashem, Hossein Amir-Abdollahian, Ali Larijani e centinaia di altre figure di spicco – tutti formatisi nella scuola intellettuale del Fondatore della Rivoluzione Islamica, l’Imam Khomeini, e della Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Seyyed Ali Khamenei – hanno impreziosito con il loro sangue la storia del servizio sincero e diligente dei funzionari della Repubblica Islamica.

Tra le qualità più distintive del martire Raeisi vi erano il suo senso di responsabilità, l’approccio orientato ai giovani, la dedizione alla giustizia, la diplomazia attiva e costruttiva e, soprattutto, la sua vicinanza al popolo. Queste caratteristiche furono fonte di incoraggiamento per gli alleati dell’Iran, compresi i combattenti del potente Asse della Resistenza, così come molti sostenitori del sistema islamico. Naturalmente, tutte queste qualità erano intrecciate con una spiritualità radicata nel profondo del suo essere. Nel rapporto tra funzionari e cittadini, tali tratti positivi e significativi favoriscono la stima reciproca. Fu per questo motivo che il suo corteo funebre d’addio, verso la sua ultima dimora, accanto al suo maestro, l’Imam Abi al-Hassan al-Reza, fu condotto con una solennità unica e magnifica.

La presidenza incompiuta di Raesi ha stabilito uno standard di strenua lotta e compassione per la nazione e il paese, preservandone al contempo l’indipendenza. Stiamo assistendo a un’epopea storica e senza precedenti della Resistenza iraniana contro due eserciti terroristici globali. Questa realtà impone un onere di responsabilità ancora maggiore ai funzionari della Repubblica Islamica, dalla Guida Suprema e dai capi dei tre poteri dello Stato fino ai dirigenti di ogni livello.

Oggi, essere grati per questa benedizione dell’unità della nazione, del governo e di tutte le istituzioni della Repubblica Islamica significa accrescere la motivazione e intensificare l’impegno dei nostri funzionari. Significa affrontare attivamente i problemi e le preoccupazioni del popolo, in particolare nei settori dell’economia e del sostentamento, attraverso una presenza capillare e diretta e definendo un ruolo concreto per coloro che si sono attivati ​​sulla scena, affinché possano contribuire al progresso del Paese con la speranza di un futuro radioso. “Per quanto riguarda il rapporto tra funzionari e cittadini, le qualità positive e influenti generano gratitudine reciproca”, ha sottolineato l’Ayatollah Khamenei.

Il leader ha affermato che il mandato presidenziale incompiuto del presidente Raeisi ha rappresentato un esempio di impegno e compassione per la nazione e il Paese, pur mantenendone l’indipendenza. “Ora ci troviamo di fronte alle imprese epiche della nazione iraniana nella sua singolare resistenza storica contro i due eserciti terroristici globali”, ha affermato l’ayatollah Khamenei, in riferimento agli Stati Uniti e a Israele.

La Guida Suprema ha affermato che questa vicenda rende il peso del dovere che grava sui funzionari della Repubblica Islamica, dalla leadership e dai capi dei rami del governo fino a tutti i livelli dirigenziali, più gravoso che mai. Il messaggio giunge mentre l’Iran continua ad affrontare crescenti minacce da parte degli Stati Uniti e di Israele, in seguito agli attacchi terroristici non provocati di fine febbraio e alle continue minacce di una rinnovata aggressione. Che la misericordia e il compiacimento di Dio siano sui martiri del cammino del servizio. Che l’aiuto di Dio e le preghiere del nostro Maestro (Imam Mahdi), che Dio affretti la Sua Ricomparsa, siano di sostegno per coloro che servono la nazione musulmana dell’Iran.

Sayyid Mojtaba Hosseini Khamenei

Ordibehesht 30, 1405 [20 Maggio, 2026]

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