Ansarullah elogia solidarietà dei “popoli liberi”

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Un alto funzionario del movimento yemenita Houthi Ansarullah ha elogiato i “popoli liberi” di diversi Stati arabi che si sono riversati nelle strade e hanno espresso la loro indignazione per le visite del principe ereditario saudita Mohammad bin Salman nei loro Paesi.

AnsarullahParlando con la stampa yemenita, la fonte del Consiglio politico supremo dello Yemen ha espresso la sua gratitudine alle nazioni tunisine, algerine, mauritane e marocchine per le loro proteste contro i crimini sauditi nello Yemen e la loro solidarietà con il popolo yemenita.

Il crescente isolamento dei regimi saudita e degli Emirati, e le proteste popolari e i boicottaggi contro i regimi che stanno portando avanti i complotti Usa e israeliani nella regione, sono una vittoria per gli arabi, i musulmani e per tutti i sostenitori della questione palestinese.

Migliaia di persone si sono riunite martedì nell’iconico viale Habib Bourguiba nel centro di Tunisi per protestare contro l’arrivo del principe ereditario saudita. Proteste simili si sono svolte in Algeria e in numerosi altri Paesi arabi.

Da più di tre anni e mezzo, il popolo yemenita è oggetto di massicci attacchi da parte della coalizione militare saudita, ma Riyadh non ha raggiunto nessuno dei suoi obiettivi nello Yemen, grazie all’eroica Resistenza di Ansarullah. Da marzo 2015, l’Arabia Saudita e alcuni dei suoi alleati arabi hanno compiuto una brutale aggressione militare contro il movimento Houthi Ansarullah, nel tentativo di riportare al potere l’ex presidente, Abd Rabbuh Mansour Hadi, fedele alleato di Riyadh.

Il 25 marzo, il Ministero dei diritti umani yemenita ha annunciato che la guerra ha causato 600mila tra morti e feriti. La guerra e il blocco imposto dal regime saudita hanno causato devastanti carestie nello Yemen.

Yemen e gli appelli internazionali

Secondo la denuncia di Save the Children, sono oltre cinque milioni i bambini a rischio carestia: con la chiusura del porto di Hodeidah sul Mar Rosso verrebbero bloccati sia l’accesso di cibo, che l’accesso di medicinali, che l’accesso di carburante.

Per la popolazione già provata da questo brutale conflitto, la fame è solo uno degli aspetti della tragedia umanitaria in corso: la maggior parte degli yemeniti vive in ambito rurale, in villaggi lontani decine e decine di chilometri dalle strutture sanitarie, e il trasporto in ospedale dei bambini affetti da malnutrizione o feriti è pressoché impossibile. Mancano i mezzi e il carburante, e con il blocco di Hodeidah sarà ancora più difficile procurarseli, così come rifornire di farmaci le strutture mediche: moltissimi bambini muoiono anche per questioni logistiche.

E infine, come denuncia l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), la carestia e la mancanza di acqua potabile stanno causando una nuova epidemia di colera: dopo le due ondate degli anni recenti, se ne sta verificando una terza di proporzioni gigantesche, con oltre un milione di casi registrati, che hanno causato finora oltre 2.500 morti. L’Onu ha riferito che “si rischia la catastrofe umanitaria”.

di Giovanni Sorbello

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