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Carceri: condizioni inumane e degradanti

Sta facendo molto discutere la notizia data dal “Fatto Quotidiano” sulla grazia a Nicole Minetti e sulla decisione della Presidenza della Repubblica di elargirla. In Italia il problema delle carceri e della grazia è uno di quegli argomenti che, soprattutto nel periodo estivo, torna nelle nelle pagine dei giornali.

Carceri in condizioni inumane

Sono più di 6,500 i detenuti che, nel 2025, hanno denunciato trattamenti che poco hanno a che vedere con il recupero ma che, invece, sono stati umilianti, degradanti e inumani; il tutto mentre si trovano detenuti all’interno delle carceri di una nazione che si ama definire “civile.” L’articolo 27 della Costituzione parla chiaro: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”, quindi al suo reinserimento sociale.

Numeri in crescita

L’Associazione Antigone ha raccolto i dati e lanciato l’allarme: “6.539 persone hanno visto il loro ricorso accolto per trattamenti inumani nel 2025. I numeri sono in continua crescita: nel 2018 erano 3.115, nel 2024 erano 5837. In otto anni quasi 37mila persone si sono viste violate il loro diritto ad un trattamento penitenziario dignitoso”. Patrizio Gonnella, presidente dell’Associazione Antigone: “È la dimostrazione che il sistema penitenziario italiano è fuori dalla legalità costituzionale con un dato in costante aumento rappresentato dal sovraffollamento nelle carceri del Paese”. Stando ai dati ministeriali, a fine aprile, si contavano 64,436 persone recluse in 46,318 posti disponibili.

Soglia dei tre metri quadri

Tre metri quadri è la soglia minima imposta dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, ma la quasi totalità delle condanne arriva proprio per il mancato rispetto di questa regola. L’Italia è stata condannata giù due volte dalla Corte europea, la maggior parte dei 37mila ricorsi si trasformeranno in altrettanti risarcimenti da parte dello Stato italiano. Il sistema penitenziario registra anche 26 suicidi e 68 morti per cause varie dall’inizio dell’anno; l’ultimo suicidio è avvenuto la notte tra il 31 maggio e il primo giugno a Poggioreale (Na), dove si è impiccato un ragazzo di 27 anni.

di Sebastiano Lo Monaco

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