Shmuel Ben Ezra nuovo consigliere per la sicurezza nazionale di Netanyahu

Nel contesto della guerra su più fronti condotta da Israele, e con le crescenti sfide che il regime di Benjamin Netanyahu si trova ad affrontare, sia a livello nazionale che internazionale, Netanyahu ha nominato Shmuel Ben Ezra a capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale e Consigliere per la Sicurezza Nazionale, succedendo a Tzachi Hanegbi. Questa nomina non può essere considerata un semplice cambio amministrativo all’interno dell’ufficio di Netanyahu, ma piuttosto parte di un processo di rimodellamento della sua cerchia ristretta di esperti di sicurezza, attraverso l’inserimento di figure completamente allineate ai suoi orientamenti politici e a lui ciecamente obbedienti.
Shmuel Ben Ezra è nato nel 1973 a Gerusalemme Est, da una famiglia sionista di origine marocchina immigrata in Palestina dopo l’occupazione. È considerato una delle figure più importanti che hanno operato nei settori della sicurezza e della tecnologia all’interno delle istituzioni di occupazione. Ha trascorso molti anni nell’apparato militare e di sicurezza israeliano, ricoprendo numerosi incarichi di ricerca e sviluppo e gestendo progetti tecnologici legati alla sicurezza e alla “difesa”.
Cosa sapere di Shmuel Ben Ezra
Il nome di Shmuel Ben Ezra è diventato particolarmente rilevante nei progetti di sviluppo del sistema di difesa missilistica israeliano. Ha svolto un ruolo determinante nello sviluppo del sistema Arrow 3, un pilastro del sistema di difesa aerea israeliano progettato per intercettare missili balistici a lungo raggio. Nel 2017, il progetto ha ricevuto il Premio per la Sicurezza Israeliana in riconoscimento del suo ruolo nel rafforzare le capacità di difesa dell’occupazione.
Le sue attività si sono estese oltre i programmi missilistici; ha ricoperto anche posizioni influenti all’interno dell’Agenzia di Sicurezza Israeliana (Shin Bet), dove ha diretto la Divisione di Tecnologia e Operazioni Cibernetiche. Durante questo periodo, ha supervisionato questioni relative alla sicurezza informatica, alla raccolta di informazioni e allo sviluppo di strumenti tecnologici utilizzati per l’hacking, il monitoraggio e il tracciamento dei movimenti di Resistenza in Palestina e Libano, nonché la “protezione cibernetica”.
Questo background lo distingue da molti precedenti capi del Consiglio di Sicurezza Nazionale, provenienti da contesti politici o militari tradizionali. Ben Ezra rappresenta una generazione di funzionari israeliani che considerano la tecnologia, l’intelligenza artificiale e la guerra cibernetica componenti integranti della sicurezza nazionale israeliana.
La sua nomina giunge in un momento in cui la guerra cibernetica e gli attacchi informatici sono diventati parte integrante del confronto regionale, in particolare durante l’aggressione in corso contro il Libano e la guerra con l’Iran. L’esercito israeliano deve intensificare i propri sforzi in questo ambito, soprattutto considerando che le infrastrutture israeliane sono state oggetto di frequenti attacchi informatici negli ultimi anni, in risposta a numerosi attacchi subiti. Tel Aviv ha inoltre incrementato significativamente i propri investimenti nella difesa informatica e nei sistemi tecnologici avanzati, rendendo la presenza di una figura come Ben Ezra nel processo decisionale coerente con le attuali priorità dell’establishment della sicurezza israeliana.
Allineamento politico
Dal punto di vista politico, la nomina di Ben Ezra è legata ai dissidi sorti tra Netanyahu e il suo predecessore, Tzachi Hanegbi. Negli ultimi mesi, Hanegbi ha espresso riserve su alcune delle opzioni militari di Netanyahu, tra cui i piani per l’estensione del conflitto e la gestione di alcune delicate questioni di sicurezza. Con la fiducia tra i due in calo, Netanyahu ha optato per una figura professionale non nota per il suo coinvolgimento nei dibattiti politici pubblici, ma che al contempo vanta ampi contatti all’interno degli apparati di sicurezza e di intelligence.
L’interpretazione israeliana della nomina suggerisce che Netanyahu stia cercando di circondarsi di consiglieri e funzionari in linea con la sua visione politica e di sicurezza, in un momento in cui il suo governo è sottoposto a crescenti pressioni a causa della guerra, delle crisi interne, dei casi di corruzione e dei processi.
Sebbene Ben Ezra non goda di una presenza mediatica così ampia come alcuni leader della sicurezza israeliana, la sua ascesa alla carica di Consigliere per la Sicurezza Nazionale riflette una tendenza crescente all’interno di Israele a concedere a tali individui maggiore margine di manovra al fine di minimizzare l’opposizione pubblica alle decisioni e quindi accrescere la consapevolezza e la comprensione delle stesse da parte dell’opinione pubblica.
di Redazione



