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Russia rifornisce le sue basi aeree in Siria

Il Wall Street Journal riporta in un articolo che la Russia ha inviato una nave cargo militare in Siria per rifornire la sua base aerea di Hmeimim, la prima operazione di questo tipo dalla caduta del precedente regime, a sottolineare l’impegno di Mosca per la sua presenza militare nel Paese.

Il nuovo regime siriano, guidato da Ahmed al-Sharaa, ha proseguito i negoziati con Mosca, mentre la Russia ha consolidato la sua influenza fornendo petrolio e grano e mantenendo le sue basi strategiche a Hmeimim e Tartus. L’articolo sostiene che le speranze di Washington di vedere la Russia perdere le sue basi siriane dopo la caduta di Assad non si sono concretizzate, soprattutto dopo che l’amministrazione Trump ha rinunciato a subordinare la revoca delle sanzioni al ritiro delle forze russe dalla Siria.

Secondo quanto riportato da funzionari statunitensi e da immagini satellitari esaminate dal Wall Street Journal, la Russia ha inviato una nave cargo per rifornire la sua base aerea in Siria, a dimostrazione dell’intenzione del Cremlino di mantenere la sua posizione strategicamente importante a livello militare, anche sotto il nuovo regime guidato dall’ex Al-Qaeda.

La nave cargo, denominata Sparta, è partita da San Pietroburgo a marzo ed è arrivata al porto siriano di Tartus a maggio, scortata da navi della marina russa per gran parte del viaggio, come dimostrano le immagini satellitari e le informazioni provenienti da funzionari statunitensi che monitorano i movimenti delle navi. Si tratta della prima missione di rifornimento di questo tipo dalla caduta dell’ex presidente siriano Bashar al-Assad, alleato della Russia, avvenuta alla fine del 2014.

Russia mantiene una forte presenza in Siria

La Sparta, la cui società proprietaria è soggetta a sanzioni statunitensi per il trasporto di armi destinate al Ministero della Difesa russo, trasportava equipaggiamento destinato alla vicina base aerea russa di Hmeimim, secondo quanto riferito da alcuni funzionari statunitensi. Questa operazione di rifornimento indica che la Russia continua a utilizzare la base nonostante il rovesciamento del regime di Assad da parte delle fazioni terroristiche che ora controllano il Paese.

Questo preoccupa alcuni funzionari statunitensi che speravano che il successo della “rivoluzione siriana” avrebbe inferto un duro colpo strategico alla Russia, privandola di un punto di transito cruciale per le sue operazioni in Africa e Sud America.

La Russia è riuscita a mantenere le sue basi. Ha utilizzato un approccio basato su incentivi e disincentivi, per convincere i siriani che possono svolgere un ruolo utile e che ci sono interessi reciproci da trarre.
Al contrario, l’esercito statunitense si è ritirato dalle sue basi in Siria all’inizio di quest’anno, ponendo fine a un impegno di oltre un decennio, iniziato principalmente come missione per “combattere l’Isis”. Nessun commento da parte del governo siriano.

Proiezione militare globale di Mosca

La base aerea di Khmeimim e la base navale di Tartus sono elementi chiave della proiezione militare globale della Russia, fungendo da punti di lancio per le sue operazioni a lungo raggio e garantendo l’accesso militare al Mediterraneo. Il mantenimento di queste basi è diventato una priorità per Mosca dopo la caduta di Assad. La Russia ha utilizzato Khmeimim quasi un decennio fa per lanciare la sua campagna aerea contro l’aggressione terroristica al governo di Assad, che ha causato migliaia di vittime.

Tuttavia, il nuovo presidente siriano, Ahmed al-Sharaa, ha continuato a negoziare con Mosca sul futuro delle basi russe. Da quando è salito al potere, si è adoperato per coltivare le relazioni sia con la Russia che con l’Occidente, visitando Washington e Mosca nel tentativo di ottenere il riconoscimento internazionale per il suo governo.

Da parte sua, la Russia ha fornito alla Siria grano e petrolio, probabilmente a prezzi agevolati, offrendo un sostegno cruciale all’economia siriana, che continua a risentire degli effetti della guerra e delle sanzioni.
I due Paesi condividono anche un interesse comune nel monitorare le reciproche minacce alla sicurezza. Bashar al-Assad, la sua famiglia e molti sostenitori del suo regime risiedono ora in Russia, mentre la Siria ospita numerosi combattenti ceceni e altri provenienti dalle ex repubbliche sovietiche che in passato si sono uniti a gruppi armati in Medio Oriente.

Dopo la caduta del regime di Assad, l’ex presidente degli Stati Uniti Joe Biden aveva subordinato la revoca delle sanzioni contro la Siria alla rimozione delle basi russe dal Paese. Tuttavia, l’amministrazione Trump ha fatto marcia indietro su questa condizione e in seguito Trump ha ordinato la revoca delle sanzioni contro la Siria senza condizioni.

di Redazione

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