Pronto Soccorso al collasso

La sanità è scomparsa dal dibattito pubblico, oscurata dai problemi geopolitici, dalle fregole del riarmo e anche da una sorta di menefreghismo che campeggia nella popolazione. Quando ci si accorge del disastro che alberga dentro un ospedale pubblico è ormai troppo tardi, a quel punto molti preferiscono, possibilità economiche permettendo, di optare per il privato mentre tanti altri rinunciano alle cure.
Pronto Soccorso scenari di guerra
Ha fatto scalpore giorni fa la dichiarazione di un medico molto seguito sui social, su medici gettonisti e su tutto quello che comporta tale scelta. Come sempre accade quando si tocca un tasto dolente, si sono alzati gli alti lai dei “colleghi” della dottoressa che è stata segnalata all’ordine. Eppure ha descritto una realtà dei fatti che si può trovare quotidianamente in qualsiasi Pronto Soccorso italiano: medici e infermieri sotto organico, sovraffollamento e ausilio dei gettonisti.
Gli accessi ai Pronto Soccorso sono aumentati di 1,5milioni tra il 2023 e il 2025, con 750mila ingressi nel solo 2024-2025. Chi entra si ritrova in un girone infernale: il 70% rimane in barella (quando va male in sala d’attesa) con una media di 23 ore. Nove strutture su dieci sono sotto organico (89%) e sono costrette a integrare il personale per garantire la copertura dei turni: medici gettonisti, prestazioni aggiuntive, contratti libero-professionali. Le strutture che dichiarano di avere un organico adeguato sono l’11%, mentre nel 29% dei casi si continua ad utilizzare agenzie di servizi andando contro alle indicazioni ministeriali.
La radiografia di una nazione
I dati citati sono stati pubblicati dalla Simeu (Società italiana medicina di emergenza-urgenza), durante il XIV congresso tenutosi a Napoli. I dati si riferiscono a tre milioni di accessi nel corso del 2025 e dona una fotografia ben precisa dello stato in cui operano i Pronto Soccorso; una situazione insostenibile per i pazienti e incresciosa per una nazione che si definisce “civile.” Stando alla Simeu il ricorso ai gettonisti andrebbe eliminato puntando su delle scelte più strutturali. “Servono interventi su retribuzioni, riconoscimento professionale, tutele previdenziali e valorizzazione della natura usurante del lavoro”.
Boarding dinamica devastante
Una volta visitati i pazienti per la quale si è già deciso il ricovero, rimangono in barella o in astanteria in sala d’attesa, per ore o giorni, a causa della mancanza di posti letto. Un problema che crea promiscuità e mina la dignità dell’essere umano, ma che danneggia anche il sistema visto che è la causa principale degli abbandoni dall’emergenza-urgenza. Tutto è risaputo, tutti sanno ma nessuno fa niente lasciando peggiorare una situazione ormai drammatica.
di Sebastiano Lo Monaco



