Giordania parte integrante dell’aggressione contro l’Iran

La Giordania ha svolto un ruolo cruciale e strategico nell’aggressione israelo-americana contro l’Iran, sia aprendo il proprio spazio aereo agli aerei americani e israeliani, sia mettendo a disposizione le proprie basi e i sistemi di difesa e intelligence per operazioni militari, sia partecipando direttamente all’intercettazione di missili e droni iraniani diretti verso la Palestina occupata.
La Giordania non è semplicemente un Paese di transito geografico tra il Golfo e la Palestina occupata; per decenni è stata uno dei più importanti centri operativi e di intelligence per gli Stati Uniti e Israele nella regione del Levante, estendendosi fino al Golfo Persico. Basi militari americane, installazioni radar e centri di allerta precoce e monitoraggio sono disseminati su tutto il suo territorio, oltre a una profonda e consolidata cooperazione militare e di intelligence con Israele. Pertanto, qualsiasi affermazione di neutralità giordana durante la guerra, o qualsiasi finta pretesa di vittimismo riguardo al legittimo diritto dell’Iran a reagire, contraddice il ruolo strutturale che la monarchia giordana ha effettivamente svolto all’interno della rete di aggressione americana e israeliana contro l’Iran.
Tuttavia, la Repubblica Islamica dell’Iran ha ripetutamente affermato di non prendere di mira il popolo giordano e che le sue risposte militari rientrano nel suo legittimo diritto all’autodifesa contro Paesi, basi e infrastrutture coinvolti in aggressioni nei suoi confronti, riservandosi al contempo il diritto legale di ritenere le parti coinvolte politicamente, legalmente e moralmente responsabili delle conseguenze della guerra. Va notato che numerosi centri di ricerca e organi di stampa hanno rivelato che l’opinione pubblica giordana rifiuta la guerra contro l’Iran senza schierarsi, considerandola principalmente attraverso la lente delle sue ripercussioni economiche e di sicurezza. Questo, di per sé, rivela il tradimento della monarchia giordana nei confronti del proprio popolo, oltre al suo tradimento nei confronti di un Paese musulmano.
In che modo la Giordania ha partecipato all’aggressione?
Le basi militari statunitensi dislocate in Giordania, in particolare la base aerea Martyr Muwaffaq Salti ad Azraq, la base aerea King Hussein, la base aerea King Abdullah II e i siti militari statunitensi a Mafraq e nelle zone di confine, hanno svolto un ruolo chiave nel supportare le operazioni aeree e di intelligence contro l’Iran. L’ accordo di cooperazione in materia di difesa del 2021 ha concesso alle forze statunitensi l’accesso a 12 strutture in Giordania, tra cui cinque basi aeree, e la capacità di ospitare circa 4mila militari statunitensi.
Rapporti militari e mediatici occidentali hanno rivelato che aerei americani e israeliani hanno utilizzato ampiamente lo spazio aereo giordano durante la guerra per condurre operazioni offensive contro l’Iran, oltre che come corridoio per droni e aerei per il rifornimento in volo.
La Giordania ha svolto un ruolo diretto nell’intercettazione di missili e droni iraniani diretti verso la Palestina occupata, gestendo sistemi di difesa aerea e radar collegati alla rete americana e israeliana, oltre alla partecipazione di caccia giordani e americani alle operazioni di intercettazione.
I centri di monitoraggio e allerta precoce situati in Giordania hanno fornito alle forze statunitensi e israeliane informazioni operative relative alle traiettorie dei missili e dei droni iraniani, rendendo la Giordania partecipe dello sforzo bellico anziché un semplice osservatore. Gli Stati Uniti avevano precedentemente schierato una batteria di difesa missilistica THAAD e un sistema missilistico Patriot vicino alla base aerea di Muwaffaq Salti.
Sulla base del monitoraggio e delle valutazioni condotte dalle Forze Armate della Repubblica Islamica, è stato definitivamente accertato che gli aggressori hanno utilizzato il territorio e lo spazio aereo giordano per pianificare, preparare, equipaggiare ed eseguire attacchi militari contro l’Iran sin dall’inizio della guerra. Di seguito alcuni esempi:
1) Aerei da combattimento americani di stanza presso la base aerea di Muwaffaq Salti, tra cui velivoli F-16, F-15 ed F-35, sono decollati da tale base e si sono diretti in diverse occasioni verso la parte meridionale del Golfo Persico e il Mar d’Oman. Dopo aver effettuato il rifornimento in volo sul territorio giordano, hanno compiuto atti di aggressione contro le province meridionali della Repubblica Islamica dell’Iran.
2) In diverse occasioni, aerei da rifornimento in volo americani KC-135 e KC-46, dopo essere decollati dall’aeroporto Ben Gurion nei territori palestinesi occupati, scortati da caccia americani, hanno effettuato operazioni di rifornimento in volo necessarie per l’esecuzione di tali attacchi, attraversando lo spazio aereo giordano.
I siti web di monitoraggio del traffico aereo hanno rivelato un’intensa attività di aerei da trasporto militare statunitensi in Giordania prima e durante la guerra. Decine di aerei cargo C-17 statunitensi sono arrivati alla base aerea di Muwaffaq Salti e ad altre basi nell’ambito di un trasferimento su larga scala di munizioni, sistemi di difesa aerea e di intercettazione missilistica e attrezzature militari. Inoltre, all’inizio di febbraio 2026, 60 aerei da guerra statunitensi erano di stanza presso la base aerea di Salti.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il capo di stato maggiore congiunto, generale Dan Keane, hanno ringraziato pubblicamente la Giordania per il suo contributo alle operazioni militari e di difesa durante la guerra, sottolineando che gli “alleati regionali” hanno svolto un ruolo chiave nel sostenere le forze statunitensi e israeliane.
Le perdite rivelano l’entità del coinvolgimento della Giordania
La guerra contro l’Iran ha rivelato la fragilità della struttura militare americana e israeliana in Giordania, dopo che le basi e le infrastrutture associate alle operazioni militari sono diventate bersagli diretti per missili e droni iraniani.
Secondo quanto riportato da fonti americane e occidentali, gli attacchi iraniani hanno colpito installazioni militari, impianti radar e centri di monitoraggio collegati alle forze statunitensi in Giordania, causando danni significativi e interrompendo parte dei sistemi di comando e controllo.
Le immagini satellitari e i rapporti dell’intelligence hanno mostrato che le strutture all’interno della base aerea di Muwaffaq Salti e le postazioni radar nella Giordania orientale hanno subito danni diretti, tra cui magazzini, impianti di comunicazione e radar di allerta precoce, compreso il radar del sistema THAAD. Un sistema radar THAAD è stato distrutto presso la base aerea di Muwaffaq Salti.
Collusione politica
Uno degli aspetti più rilevanti della collusione politica e di sicurezza giordana durante la guerra fu il proseguimento del coordinamento, palese e occulto, con gli Stati Uniti d’America e l’entità occupante israeliana, soprattutto a livello diplomatico attraverso le Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali, nel tentativo di assediare diplomaticamente l’Iran e l’Asse della Resistenza, mentre il territorio e lo spazio aereo giordani venivano di fatto utilizzati per condurre operazioni aggressive contro l’Iran e altri Paesi della regione.
Pertanto, il tentativo della Giordania di affermare di essere rimasta estranea alla guerra o di essere rimasta neutrale è in totale contrasto con le realtà militari, politiche e sul campo rivelate dalla guerra stessa. In virtù della sua partecipazione ai sistemi di monitoraggio, intercettazione e supporto operativo, e aprendo il suo spazio aereo e le sue basi alle forze americane e israeliane, la Giordania è stata parte integrante dell’aggressione sionista-americana contro l’Iran e, di conseguenza, ha la responsabilità politica, morale e legale delle conseguenze e delle ripercussioni di tale aggressione.
di Redazione



