Israele e il brusco “risveglio”

Israele ha riconosciuto che il disarmo di Hezbollah non rientra più tra gli obiettivi della guerra in corso, segnando un significativo dietrofront rispetto alle posizioni assunte solo due settimane prima e un’ammissione tacita dei limiti delle sue opzioni militari in Libano.
Il canale 12 israeliano è stato il primo a riportare il cambio di rotta, con il corrispondente militare di Israel Hayom, Lilach Shoval, che ha confermato che lo smantellamento delle armi di Hezbollah “non è in programma”.
Yedioth Ahronoth descrive queste dichiarazioni come un cambio di rotta formale nella linea dell’esercito, soprattutto perché l’inversione di rotta è avvenuta solo due settimane dopo che l’esercito aveva pubblicamente insistito sulla sua intenzione di procedere al completo smantellamento dell’arsenale di Hezbollah.
L’esercito ora definisce i suoi obiettivi primari contro Hezbollah come un significativo indebolimento del gruppo, la creazione di “una profonda linea difensiva” e la demolizione di decine di case lungo i villaggi in prima linea, replicando il modello della “linea gialla” applicato a Gaza.
Mentre un tempo i funzionari parlavano di trasformare il panorama strategico del Libano, l’esercito di Israele ora ammette che un disarmo completo richiederebbe “un’occupazione totale del Libano e lo smantellamento sistematico delle infrastrutture militari in ogni villaggio”, condizioni che riconosce essere irrealistiche.
di Redazione



