Gaza: la Resistenza potrebbe riaprire un nuovo fronte

Mentre la guerra israelo-americana contro la Repubblica Islamica dell’Iran continua, prosegue anche l’assalto senza fine contro la popolazione di Gaza. Ciò potrebbe sfociare in una delle forme di rappresaglia più estreme che il regime sionista abbia mai dovuto affrontare.
Il cosiddetto accordo di cessate il fuoco a Gaza, entrato in vigore il 10 ottobre 2025, si è rivelato l’esatto opposto di una cessazione delle ostilità. Al contrario, proprio come nel caso del cessate il fuoco in Libano, gli israeliani hanno deciso che l’accordo si applica solo a una delle due parti e che, grazie alla loro superiorità militare, possono bombardare a piacimento ovunque.
Nel caso del cessate il fuoco libanese, si contavano oltre 15.400 violazioni totali prima che Hezbollah decidesse di reagire. Il bilancio ufficiale delle violazioni a Gaza si sta avvicinando alle 3mila, con Israele che ha ucciso circa 700 persone durante il “cessate il fuoco”.
Così come questa strategia di arroganza in Libano si è ritorta contro Israele, che credeva di poter imporre il proprio dominio e commettere atrocità a piacimento senza subire conseguenze, allo stesso modo rischia di ritorcersi a Gaza. Infatti, è stata proprio questa mentalità e questa arroganza a portare all’umiliante sconfitta del loro comando meridionale il 7 ottobre 2023.
Vale la pena ricordare che, dall’entrata in vigore del presunto cessate il fuoco a Gaza, tutte le fazioni della Resistenza si sono attivate per riorganizzarsi sotto ogni aspetto. Ovviamente, sono ben consapevoli che un nuovo fronte nell’enclave potrebbe aprirsi a breve.
Gaza dichiarata invivibile nel 2020
Gaza era già stata dichiarata invivibile nel 2020, secondo i calcoli degli esperti delle Nazioni Unite, con un approvvigionamento idrico non idoneo al consumo umano per il 97%, uno dei tassi di disoccupazione più alti al mondo, e come dimenticare i massacri perpetrati contro la popolazione? Ora, la situazione sul campo è inimmaginabile.
Mese dopo mese, la sadica amministrazione sionista del presidente statunitense Donald Trump ha giocato con la popolazione civile palestinese, affermando che una “Fase 2” dell’accordo di cessate il fuoco era a portata di mano. Evidentemente ciò non si è mai concretizzato: la popolazione di Gaza è stata abbandonata, con pochi rifugi e provviste, costretta a vivere tra le acque reflue e gli edifici bombardati.
Nel frattempo, alle cinque bande collaborazioniste legate all’Isis e create da Israele a Gaza, composte da wahabiti e criminali comuni, è stata garantita protezione 24 ore su 24 e rifornimenti illimitati al fine di perseguire l’obiettivo di distruggere il popolo palestinese.
La “Comunità Internazionale” e il “Sistema Giuridico Internazionale”? Scomparsi, o totalmente inefficaci laddove si tenta di crearli. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha persino approvato la risoluzione 2803, dando vita al “Board of Peace” di Donald Trump lo scorso novembre. Tutti i regimi arabi si sono prostrati ai piedi del Presidente degli Stati Uniti, congratulandosi per la risoluzione che ha spazzato via decenni di diritto e precedenti internazionali.
di Redazione



