Seyyed Mojtaba Khamenei: “Il popolo ha inferto un colpo devastante ai nemici”

La Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, ha diffuso un messaggio al popolo iraniano in occasione del Capodanno iraniano 1405 (Nowruz) e dell’Eid al-Fitr, sottolineando la coincidenza della “primavera della spiritualità” con la “primavera della natura” di quest’anno.
Ha iniziato il suo messaggio con la celebre supplica: “O Colui che trasforma i cuori e gli occhi… trasforma la nostra condizione in meglio”, e ha osservato che la convergenza di queste due ricorrenze, religiosa e nazionale, rappresenta un’opportunità per rafforzare la spiritualità e l’unità tra il popolo. Ha inoltre esteso i suoi auguri a tutti i musulmani del mondo in occasione dell’Eid al-Fitr.
In un’altra parte del messaggio, la Guida Suprema ha elogiato quelli che ha definito gli sforzi instancabili del popolo iraniano, sottolineando che “la prima linea di difesa dell’Iran è molto più forte di quanto il nemico possa immaginare”. Ha aggiunto che gli iraniani hanno affrontato numerose sfide militari e di sicurezza nel corso dell’ultimo anno e sono stati in grado di dimostrare la loro resilienza e determinazione in diverse occasioni.
“Il nemico credeva che se il capo del regime e alcune figure militari influenti fossero stati martirizzati, ciò avrebbe instillato paura e disperazione in voi, nostro caro popolo, e vi avrebbe spinto a ritirarvi dal campo, realizzando così il suo sogno di controllare l’Iran e poi dividerlo. Ma in questo mese benedetto, voi avete unito il digiuno e il jihad, e avete costruito un’ampia linea difensiva vasta quanto il Paese, e fortezze inespugnabili come le sue piazze, i suoi quartieri e le sue moschee, e gli avete inflitto un colpo schiacciante; tanto che si è ridotto a pronunciare dichiarazioni contraddittorie e molte sciocchezze che denotano una mancanza di consapevolezza e una scarsa comprensione”, afferma Seyyed Mojtaba Khamenei.
Ha inoltre sottolineato come l’unità degli iraniani, nonostante le differenze religiose, intellettuali, culturali e politiche, abbia contribuito a indebolire il nemico, considerandola una “grande benedizione divina” che merita gratitudine e che dovrebbe essere valorizzata. Ha concluso ribadendo la necessità di preservare e rafforzare tale unità come fattore fondamentale per affrontare le sfide future.
di Redazione



