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Portaerei da 13 miliardi di dollari fugge dalle imbarcazioni della Resistenza

Iran – Il dipartimento di pubbliche relazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha rilasciato una dichiarazione dai toni decisi, descrivendo l’improvviso ritiro della portaerei americana “Gerald R. Ford” dalla zona di scontro come un’ammissione concreta dell’inadeguatezza della potenza materiale delle potenze arroganti di fronte alla volontà della Resistenza.

Il comunicato sottolinea che la portaerei, entrata nella regione con grande clamore mediatico, è andata via nel pieno della guerra in un “notevole silenzio mediatico”, rivelando la situazione umiliante e di crisi vissuta dai leader militari a Washington e Tel Aviv.

La dichiarazione ha sollevato domande sarcastiche sull’efficienza del “gigante militare” americano, sottolineando come la portaerei da 13 miliardi di dollari sia stata costretta a lasciare il campo di battaglia e a cambiare rotta per evitare di attraversare lo stretto di Bab al-Mandab, per timore delle veloci motovedette della Resistenza che costano non più di poche migliaia di dollari.

La Guardia Rivoluzionaria ha chiesto sarcasticamente: “Che razza di gigante è questo che entra in una situazione di crisi e se ne va a causa di un incendio scoppiato nella sua lavanderia?”, facendo notare che la portaerei “Abraham Lincoln” si trova in una situazione precaria simile nell’Oceano Indiano.

Inoltre, la dichiarazione smentisce le affermazioni del presidente statunitense sulla distruzione della flotta navale iraniana, sfidandolo a impartire ordini per spostare le portaerei verso il Mar d’Oman e il Mar Rosso.

Le Guardie Rivoluzionarie hanno sottolineato che i “soldati dell’Islam” attendono con impazienza l’opportunità di infliggere un duro colpo alle portaerei americane e sono pienamente preparati a presentare “sorprese navali” senza precedenti agli occhi dei Marines americani, affermando che il destino di Trump e Netanyahu non sarà diverso da quello del tiranno Saddam, perché il campo, per la Resistenza, non conosce sconfitta, ma finisce “o con la vittoria o con il martirio”.

di Redazione

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