Unrwa: il 90% delle scuole di Gaza è stato distrutto da Israele

L’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi (Unrwa), ha affermato che circa il 90% delle scuole nella Striscia di Gaza sono state danneggiate o distrutte dall’occupazione israeliana durante l’ultima guerra nella Striscia di Gaza.
Giovedì scorso, l’Unrwa ha aggiunto sulla sua piattaforma X che le scuole ancora in piedi nella Striscia di Gaza sono state trasformate in rifugi. Ha spiegato che ora i bambini ricevono istruzione dai team dell’Unrwa in spazi di apprendimento temporanei o tramite apprendimento digitale. Ha sottolineato che l’occupazione israeliana ha demolito una delle sue scuole a Jabalia utilizzando esplosivi, spiegando che questa scuola era l’ultimo edificio rimasto in un complesso che comprendeva sei scuole.
Inoltre, ha aggiunto che da gennaio l’occupazione ha demolito otto scuole dell’Unrwa, sottolineando che il centro sanitario Al-Bureij è stato riaperto il 7 febbraio per ripristinare i servizi di assistenza sanitaria di base nella parte orientale della regione centrale della Striscia di Gaza.
Unrwa: la guerra nella Striscia di Gaza continuava in un’altra forma
L’Unrwa ha avvertito che la guerra nella Striscia di Gaza continua in un’altra forma, nonostante il cessate il fuoco, attraverso il persistere delle sofferenze umane, la diffusione di malattie e la distruzione diffusa delle infrastrutture.
Un rapporto pubblicato dall’Università britannica di Cambridge ha descritto la situazione a Gaza come un deliberato “genocidio educativo” attraverso la distruzione totale o parziale della maggior parte delle scuole del settore, che ha messo completamente fuori servizio il sistema educativo.
Il rapporto ha documentato il martirio di migliaia di studenti e centinaia di insegnanti e accademici, che rappresenta la perdita di un’intera generazione di “quadri” educativi, sottolineando che le scuole sono state trasformate in centri di sfollamento, rendendo impossibile la ripresa del processo educativo nelle attuali circostanze.
Nel rapporto si sottolinea che il trauma psicologico derivante dalla guerra in corso ostacolerà la capacità di apprendimento dei bambini per gli anni a venire, in assenza di un ambiente sicuro che fornisca supporto psicologico e sociale.
Il rapporto conclude che gli attacchi sistematici non sono semplici effetti collaterali della guerra, ma piuttosto un attacco al futuro dell’identità nazionale palestinese, poiché privano i giovani del mezzo fondamentale per progredire, ovvero l’istruzione.
di Redazione



