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Olimpiadi invernali, l’altra faccia della medaglia

Sono iniziate da qualche giorno le olimpiadi invernali Milano-Cortina, un evento fortemente politicizzato. Negli ultimi giorni, hanno fatto discutere le esternazioni di Giorgia Meloni che ha definito “Nemici dell’Italia” tutti quelli che osano criticare l’evento.

I costi delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina

Le due grandi voci sono i Costi Operativi e i Costi di Infrastrutture: la prima si riferisce alle spese dell’organizzazione dell’evento a carico della Fondazione Milano-Cortina, creata nel 2019 dai due comuni, dalle Regioni Lombardia e Veneto, dal Coni e dal Comitato Paraolimpico. La Fondazione opera, però, in regime di diritto privato, quindi possiede una sorta di elasticità per l’utilizzo dei soldi pubblici.

Nel 2024, il governo è intervenuto con un decreto poi convertito in legge che ribadisce il carattere privato della Fondazione; questo è stato dichiarato in contrasto con il diritto costituzionale e il diritto comunitario, dai Pm milanesi che indagano sulla presunta turbativa d’asta e abuso d’atti di ufficio della suddetta Fondazione.

Nei Costi di Infrastruttura subentrano i maggiori flussi di denaro pubblici; conti tenuti sotto la lente di ingrandimento grazie alla rete civica Open Olympics. Simico è l’acronimo per “Società Infrastrutture Milano Cortina 2026” a carattere pubblico che con i soldi che arrivano dallo Stato si occupa di opere, gare, appalti e subappalti. Nell’ultimo aggiornamento sul suo sito si legge una cifra: 3,5 miliardi di euro di spesa complessiva. Sempre nel sito si può leggere: “Delle 98 opere olimpiche di cui 47 impianti sportivi, 51 infrastrutture di trasporto solo 40 sono arrivate a conclusione”.

Quando si saprà il bilancio definitivo? Nel 2032, data di fine lavori prevista per l’opera più costosa: 484 milioni di euro, la variante di Cortina. In Italia i costi non diminuiscono mai rispetto a quanto preventivato, non solo, il costo progressivo nei primi mesi del 2025 è stato di 157milioni di euro con un incremento del 4,6%. Gli aumenti riguardano 34 opere già presenti nel piano.

Le incompiute

  • La Cabinovia Apollonio-Socrepes a Cortina che passa da 22 milioni, a 28 e poi a 35. Costruita su una frana, avrebbe dovuto gestire il pubblico sulle Tofane. L’impianto non è stato mai consegnato e darà problemi in futuro visto dove è stato costruito.
  • La pista da Bob non doveva essere costruita, ma poi è arrivata a costare 128milioni di euro.
  • Lo stadio passa da 7 a 20 milioni.
  • Il Villaggio olimpico 46 milioni di euro per una distesa di bungalow e un parcheggio che verranno rimossi e demoliti appena finita la festa.

Anche in Trentino, che sulla carta doveva essere la regione più attrezzata, i prezzi lievitano inesorabilmente. 444 progetti costati 450milioni di euro tra rifacimenti e ristrutturazioni. A chi verranno “regalati” i rincari non è dato sapere. O forse sì.

di Sebastiano Lo Monaco

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