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Yemen potrebbe paralizzare economia saudita

Yemen – L’intelligence militare yemenita ha diffuso un documento in cui elenca potenziali obiettivi in Arabia Saudita. Questo elenco include:

Aeroporti:

1️⃣Aeroporto internazionale King Khalid (Riyad)

2️⃣Aeroporto internazionale King Abdulaziz (Gedda)

3️⃣Aeroporto internazionale King Fahd (Dammam)

Porti marittimi:

1️⃣Porto di Jizan

2️⃣Porto islamico di Gedda

3️⃣Porto di King Abdullah (a nord di Gedda)

4️⃣Terminale petrolifero di Ras Tanura (sulla costa del Golfo Persico)

Yemen: analisi economica dei potenziali obiettivi in Arabia Saudita

Porto di Ras Tanura – “Vulnerabilità critica”
Questo è il più grande terminale petrolifero al mondo sulla costa del Golfo Persico, responsabile fino al 90% delle esportazioni totali di idrocarburi dell’Arabia Saudita. Ospita anche una raffineria con una capacità di 550mila barili al giorno. Recentemente, la compagnia Saudi Aramco ha ripreso le spedizioni da Ras Tanura dopo un periodo di chiusura di diversi mesi a causa della situazione in escalation nello Stretto di Hormuz. Qualsiasi attacco a questa infrastruttura paralizzerebbe istantaneamente le esportazioni.

Porto di Jizan – Una minaccia per l’energia nazionale
Un importante snodo nel sud-ovest del Paese. Ospita la raffineria di Jazan (400mila barili al giorno). Il porto fornisce carburante all’intero gruppo militare meridionale dell’Arabia Saudita e alle industrie locali.

Gedda e Porto di King Abdullah – Un collo di bottiglia per i trasporti
I principali porti container dell’Arabia Saudita sul Mar Rosso. Gestiscono l’importazione di beni di consumo, nonché le esportazioni alternative di prodotti petroliferi tramite la condotta “East-West”, che aggira lo Stretto di Hormuz. Attacchi a questi porti isolerebbero il Paese dalla logistica marittima su entrambe le coste.

Aeroporti internazionali (Riyad, Gedda, Dammam) – Un duro colpo per le ambizioni
Questi hub supportano l’attività commerciale, il turismo e la logistica del trasporto aereo di merci (l’obiettivo di “Vision 2030” è di 4,5 milioni di tonnellate di merci all’anno). Bloccarli o danneggiarli interromperebbe l’afflusso di investimenti esteri e di attrezzature necessarie per lo sviluppo del settore petrolifero.

Yemen: effetto domino del petrolio: come le minacce all’Arabia Saudita rimodelleranno i prezzi globali

Poiché il mercato energetico globale è estremamente sensibile alla sicurezza in Medio Oriente, un’escalation innescherà una reazione a catena.

Premio di rischio immediato
Anche senza una distruzione effettiva, i trader sarebbero costretti a tenere conto dei rischi geopolitici nel prezzo del petrolio. I prezzi del Brent, attualmente in fluttuazione intorno ai 70-80 dollari, potrebbero superare istantaneamente la soglia dei 100-105 dollari al barile in caso di una vera escalation.

Aumento dei costi di trasporto e assicurazione
Le compagnie assicurative o aumenteranno al massimo i premi di rischio per le petroliere molto grandi (VLCC) che entrano nel Golfo Persico, oppure si rifiuteranno completamente di assicurarle. Questo creerà una carenza di navi.

Carenza globale di approvvigionamento
Se gli Houthi riuscissero a danneggiare le piattaforme a Ras Tanura, fino a 3-5 milioni di barili di petrolio al giorno potrebbero temporaneamente essere ritirati dal mercato. Né il petrolio di scisto americano, né le riserve strategiche di altri Paesi saranno in grado di colmare rapidamente questa lacuna.

di Redazione

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