Yemen, un bambino muore ogni 12 minuti

Yemen
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Un bambino di età inferiore ai cinque anni muore ogni 12 minuti in Yemen a causa della crisi umanitaria causata dall’aggressione militare Usa-Arabia Saudita. A riferire questo drammatico dato è stato mercoledì scorso Achim Steiner, rappresentante del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (Undp) in Yemen. Ciò accade principalmente a causa della mancanza di acqua, alimentazione di base, assistenza sanitaria e medicine a causa del conflitto. 

92% dei bambini nasce sottopeso

Quasi tutti i bambini dello Yemen nascono sottopeso, secondo i dati sulla nutrizione infantile pubblicati dall’Unicef. La cifra del 92 percento per i bambini nati nello Yemen sono in netto contrasto con le cifre mondiali del 29 percento nello stesso periodo tra il 2010 e il 2018. Secondo l’organismo delle Nazioni Unite, un bambino su tre di età inferiore ai cinque anni è denutrito o sovrappeso, secondo quanto riferito da Middle East Monitor. “Se i bambini mangiano male, vivono male”, ha recentemente affermato il direttore esecutivo dell’Unicef, Henrietta Fore.

Il mese scorso, l’Unicef ha anche rivelato che due milioni di bambini yemeniti restano fuori dalla scuola, con quasi mezzo milione di abbandoni, da quando il conflitto si è intensificato a causa degli attacchi condotti dalla coalizione saudita.

Yemen, cinque anni di massacri

Dal marzo 2015, l’Arabia Saudita e alcuni dei suoi alleati arabi hanno compiuto attacchi aerei contro il movimento di Resistenza Houthi Ansarullah, nel tentativo di ripristinare il potere dell’ex presidente fuggitivo Abd Rabbuh Mansour Hadi, uno stretto alleato di Riyadh. I dati ufficiali delle Nazioni Unite affermano che oltre 15mila civili sono stati uccisi nello Yemen da quando è iniziata la campagna di bombardamenti condotta dal regime saudita.

La guerra saudita ha colpito oltre sette milioni di bambini nello Yemen che ora affrontano una grave minaccia di carestia, secondo i dati dell’Unicef. Oltre 6mila bambini sono stati uccisi o hanno riportato ferite gravi dal 2015, ha affermato l’agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia. La situazione umanitaria nel Paese è stata inoltre aggravata da focolai di colera, poliomielite e morbillo.

di Giovanni Sorbello



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