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Le verità indicibili del Pm Zucca

Hanno fatto discutere non poco le dichiarazioni del Pm Zucca durante un convegno sul caso Giulio Regeni. Ma cosa ha detto di tanto indicibile il Pm Zucca? In parole semplici ha affermato quanto segue: “L’11 settembre 2001 e il G8 hanno segnato una rottura nella tutela dei diritti internazionali. Lo sforzo che chiediamo a un Paese dittatoriale è uno sforzo che abbiamo dimostrato di non saper far per vicende meno drammatiche. I nostri torturatori, o meglio chi ha coperto i torturatori, come dicono le sentenze della Corte di Strasburgo, sono ai vertici della polizia, come possiamo chiedere all’Egitto di consegnarci i loro torturatori”.

Eppure Zucca ha tutte le carte in regola per poter affermare ciò in quanto è lui medesimo insieme a Francesco Cardona Albini ad aver condotto al termine l’inchiesta sul G8 del 2001 e sul massacro compiuto nella scuola Diaz, non solo, ha condotto pure le indagini sulle false prove e sulle calunnie che seguirono l’irruzione alla Diaz; depistaggi compiuti non da qualche agente esagitato ma da capi della mobile, questori e compagnia bella come venne dimostrato dall’inchiesta.

Non solo, vi sono anche gli esiti processuali a parlare, e se non bastasse nemmeno questo, vi sono anche le promozioni di gente come Gilberto Calderozzi a vicedirettore della Dia e quelle di Gianni De Gennaro promosso nel 2012 dall’allora governo Monti come sottosegretario di Stato con delega alla sicurezza, mentre nel 2013 il governo Letta lo pone ai vertici di Finmeccanica denominata poi Leonardo. Ad onor di cronaca bisogna dire che De Gennaro è uscito assolto dai vari gradi di giudizio, ma è anche vero che nella sentenza successiva nata grazie al ricorso di Armando Cestaro, la Corte europea dei diritti dell’uomo afferma che l’ordinamento giuridico italiano risulta essere inadeguato per quanto riguarda le sanzioni contro gli atti di tortura. Anche la nuova legge Manconi è risultata inadeguata.

Eppure le dichiarazioni di Zucca hanno creato scalpore, ma ciò non dovrebbe stupire in uno Stato come l’Italia dove la verità deve essere celata e mistificata; a rispondere alle affermazioni di Zucca è stato l’attuale capo della Polizia Gabrielli, che ha definito infamanti e oltraggiose le dichiarazioni del Pm opponendo una al quanto incomprensibile retorica del sangue e delle vittime che hanno sacrificato la loro vita per lo Stato, che nulla hanno a che vedere con le risultanze processuali e la realtà della promozioni.

Le vergogne della Diaz e Bolzaneto

Zucca chiede al governo di spiegare perché ha tenuto ai vertici operativi della polizia di Stato funzionari che erano stati condannati con le sentenze Diaz e Bolzaneto. “La rimozione del funzionario condannato è un obbligo convenzionale, non una scelta politica”, osserva Zucca, e se noi violiamo le convenzioni è difficile farle rispettare ai Paesi non democratici.

E’ innegabile che si dibatterà ancora molto su queste dichiarazioni, ma rimane un fatto innegabile però; i torturatori egiziani vivono in uno Stato totalitario, purtroppo è comprensibile l’immunità di cui hanno goduto. E’ assolutamente incomprensibile che la stessa cosa possa accadere in un Paese come l’Italia, sulla carta uno Stato democratico e di diritto.

di Sebastiano Lo Monaco

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