Vaccini: rimane l’obbligo per nidi e materne

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Il Governo fa dietrofront sull’emendamento al decreto Milleproroghe approvato dal Senato ad agosto, il quale prevedeva lo spostamento all’anno scolastico 2019-2020 del divieto di accesso ad asili nido e scuole materne per i bimbi le cui famiglie non avessero presentato la documentazione sui vaccini effettuati.

vacciniTutto rimane invariato, dunque, così come era stato concepito dalla precedente ministra della Salute, Beatrice Lorenzin. I bimbi che non abbiano effettuato regolare profilassi non potranno essere iscritti e frequentare gli istituti, così come era stato prospettato, con gran clamore ed eco sociale dall’emendamento approvato in agosto e fortemente voluto soprattutto dalla senatrice pentastellata Paola Taverna, da sempre paladina di quel movimento d’opinione che si schiera apertamente contro l’obbligo delle vaccinazioni.

In effetti quell’emendamento, sin dal momento della sua approvazione, aveva suscitato molte proteste a palazzo Madama e non aveva convinto intere frange del M5S, inclusa l’attuale ministra alla Salute, Giulia Grillo.

Una retromarcia definita clamorosa ed acclamata come “una straordinaria vittoria della buona politica, della scienza e del buon senso” dal capogruppo Dem in commissione Affari sociali, Vito De Filippo. Anche Roberto Burioni, il celebre immunologo, tanto vituperato dal movimento no-vax si dice soddisfatto della direzione presa dall’esecutivo in questo frangente.

Come si evince da una nota della relatrice del decreto Milleproroghe in commissione Affari Costituzionali, Vittoria Baldino (M5S), si tratta di un emendamento che, pur andando a sopprimere quello approvato in agosto, si è reso necessario per poter dare al Paese una normativa ad hoc in tema di politiche vaccinali.

“In questo modo potremo definitivamente superare il Decreto Lorenzin, un testo di carattere emergenziale, causa dei malfunzionamenti e del caos che abbiamo dovuto affrontare fino ad oggi” ha concluso nella nota la Baldino.

Si tratta quindi, più realisticamente, di un provvedimento interlocutorio, che permetta all’esecutivo di approntare una disciplina razionale della materia e che, si auspica, serva a disinnescare il coacervo di polemiche e tensioni accumulatesi nell’ultimo periodo attorno ad un tema scottante ed in grado di rappresentare una delle tante bombe sociali, pronte ad esplodere nel nostro Paese.

Ordigni come questo, alimentati continuamente dalla disinformazione che si fa alibi e detonatore per tutti quei soggetti oramai disorientati e pronti ad immolarsi sul rogo di cause pretestuose, insensate e strumentalizzate da una perniciosa malafede che tende al facile consenso, possono essere disinnescati solo dal buon senso e da una seria programmazione legislativa.

Con buona pace dei pifferai magici delle fake news e della loro cieca ed abietta platea.

di Massimo Caruso

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