Usa-Iran: ecco la guerra che Obama ha scatenato

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di Davood Abbasi

È il 18 Marzo 2013 e quando mancano due giorni al Nowruz, il capodanno persiano, che quest’anno cade il 20 Marzo, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama manda come ogni anno a partire dalla sua elezione, un messaggio video al popolo ed al governo iraniano. È un messaggio di auguri nella quale Obama si mostra preoccupato, quasi dispiaciuto, come se lui stesse lavorando per risolvere un malinteso. Dice che se è vero che l’Iran vuole solo il programma nucleare per produrre elettricità e per la ricerca medica, allora non è riuscito ancora a dimostrarlo alla comunità internazionale e lui vuole che ciò venga fatto, che ci sia un accordo, che l’Iran conquisti la sua posizione a livello internazionale, che lui preferisce che tutto si risolva pacificamente.

Il suo messaggio è perfetto, quasi commovente, ed alla fine non manca nemmeno la poesia del poeta dell’età classica persiana, Hafez, che invita a “piantare il seme dell’amicizia e a sradicare il seme amaro dell’odio”.

Terminato il video-messaggio, rimane la realtà, cruda, nuda e spietata. Ed è quella che cercheremo di spiegare.

La luna di miele Obama/Iran

Barack Obama viene eletto con l’entusiasmo del popolo americano e di buona parte del mondo alla fine del 2008 e poche ore dopo arriva il messaggio di auguri del presidente iraniano Ahmadinejad, (http://www.medarabnews.com/2008/11/12/la-lettera-di-ahmadinejad-ad-obama/) il primo che un presidente iraniano rivolga ad un presidente statunitense dopo l’interruzione delle relazioni diplomatiche nel 1980. Ahmadinejad ha sicuramente seguito attentamente le dichiarazioni della campagna elettorale di Obama che si dice disposto al negoziato con l’Iran ed accettando anche critiche interne non irrilevanti manda il suo messaggio. È il 6 Novembre 2008 ed il primo presidente afroamericano si insedia alla Casabianca nel gennaio del 2009.

Intanto Obama risponde molto male e si mette a ripetere tutte le accuse dell’era Bush contro l’Iran, senza usare però i toni apocalittici del suo predecessore texano. Dice che l’Iran vuole la bomba, che ciò è inaccettabile e irrita anche l’Iran che per voce del presidente del Parlamento ricorda che anche lui sta prendendo “la strada sbagliata”. (http://mondo.panorama.it/Iran-critiche-a-Obama)

Nel Febbraio del 2009 il presidente uscente dell’AIEA alla fine dice la verità sul programma iraniano e fa notare che l’Iran ha l’uranio a basso arricchimento, ma “questo non vuol dire che stanno costruendo armi nucleari”. El Baradei afferma che vi è un deficit di fiducia nei confronti dell’Iran, ma ciò non deve spingere a preoccuparsi più di tanto perchè “molti altri paesi nel mondo stanno arricchendo l’uranio, e nessuno ha mai fatto tante storie su di loro”. (http://www.ilmediterraneo.it/it/speciale/7083)

Nonostante ciò il 12 Marzo 2009 Obama firma per un altro anno le sanzioni all’Iran, nazione che definisce “una minaccia senza eguali alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti”. E non dà spiegazioni sul perchè di questa presunta minaccia. (http://www.senato.it/application/xmanager/projects/senato/attachments/documento/files/000/026/752/155_STC_12_IT.pdf)

Ad ogni modo, questa dichiarazione di Obama va categoricamente a smentire quanto accertato dal National Intelligence Estimate (NIE) (l’insieme delle 16 agenzie di intelligence americane) del 2007, e cioè che Teheran non avrebbe un programma nucleare militare.

(http://www.loccidentale.it/node/83935)

Il 21 Marzo del 2009, per il capodanno persiano, Obama manda il suo messaggio di auguri per Nowruz, ma lì dice pure che se l’Iran vuole il suo ruolo nella comunità internazionale non lo può ottenere “con le armi e con il terrore” e si rivolge soprattutto al popolo iraniano.

“Obama ci invia un messaggio per Nowruz, ma poi ci accusa di sostenere il terrorismo e volere le armi nucleari”, dice la guida suprema iraniana, il sommo Ayatollah Khamenei (http://mondo.panorama.it/L-Ayatollah-alza-la-posta-Caro-Obama-prima-cambiate-voi)

Quel riferimento di Obama al “popolo iraniano” comunque non è casuale. La luna di miele con l’Iran, in realtà è finita o forse non è mai iniziata.

Obama, l’amico del “popolo iraniano”

Già dalle prime settimane Obama ha iniziato un piano preciso per l’Iran.

Sostenere tutte le organizzazioni terroristiche separatiste lungo i confini iraniani. I terroristi del Pjak (ramo del PKK) verso il nord-ovest del paese, il Jundullah a sud-est. Naturalmente ci sono anche i terroristi dell’MKO che intanto sono stati depennati dalla lista del terrorismo dell’Ue. Gli Usa lo faranno nel 2011. (http://italian.irib.ir/notizie/iran-news/item/99849-usa-fuori-il-mko-dalla-lista-delle-organizzazioni-terroristiche)

Spiega le operazioni di questi gruppi terroristici contro l’Iran ed i piani avviati nel 2008 e 2009 un ex ufficiale della Cia, Philip Giraldi, nei mesi successivi sul sito antiwar.com; la notizia viene ripresa anche in Italia.

(http://www.ossin.org/iran/philip-giraldi-ompi-iran-separatisti-baluci.html)

Tanto per saperlo, l’MKO secondo le fonti ufficiali della Repubblica Islamica è responsabile dell’assassinio di circa 17 mila cittadini iraniani dal 1979. Jundullah continuerà ad uccidere fino all’arresto del suo capo, Abdulmalek Rigi nel febbraio del 2010. Quest’ultimo, prima di essere giustiziato, ammette di avere ricevuto soldi ed armi dagli Stati Uniti. Viene arrestato su un aereo proprio mentre si dirige verso una base americana in Kirkizistan dall’intelligence iraniana. (http://italian.irib.ir/analisi/commenti/item/75700-larresto-di-rigi-prova-lipocrisia-delloccidente-contro-il-terrorismo)

Obama alla corte dell’AIPAC

Obama ha sicuramente parlato troppo di negoziati con l’Iran e deve tranquillizzare la lobby sionista ancor prima del suo insediamento. Il 6 gennaio di fronte agli “amici” dell’AIPAC chiarisce la sua politica sull’Iran.

“A causa della guerra in Iraq, l’Iran… che ha sempre costituito per Israele una minaccia maggiore dell’Iraq, si è rinforzata e costituisce la più grande sfida strategica per gli Stati Uniti e per Israele, nel Medio-oriente, per questa generazione…”. (http://www.mercatoliberonews.com/2009/01/discorso-di-barak-obama-agli-amici.html)

L’affaire elezioni e la rivoluzione ‘colorata’

Ma tornando ai fatti in ordine cronologico, il 12 giugno del 2009 è la data delle elezioni presidenziali in Iran. Obama, non ha ancora risposto alla lettera di congratulazioni di Ahmadinejad anche se aveva promesso di farlo; lui, come abbiamo visto, ha iniziato la sua guerra nascosta, con il terrorismo, con le organizzazioni separatiste, ma non trascura la facciata con i suoi messaggi “rose e fiori”.

In occasione delle elezioni in Iran, Obama mette in mostra la sua prima vera, pesante sortita contro l’Iran.

La diplomazia Usa si muove per sostenere “quelle persone che si trovano per le strade di Teheran”.

Obama il 16 giugno (solo 4 giorni dopo il voto) chiede ed ottiene da Twitter il rinvio della manutenzione dei suoi server per garantire il “servizio”.(http://www1.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200906articoli/44686girata.asp)

Il 19 giugno 2009, sette giorni dopo le elezioni iraniane, la Camera dei deputati Usa vota una mozione approvata da 405 deputati contro due astenuti e uno contrario, che “sostiene la lotta dei cittadini iraniani che abbracciano i valori della libertà, dei diritti umani, delle libertà civili, e dello stato di diritto”.  La mozione condanna il presunto uso della violenza da parte del governo iraniano nei confronti dei manifestanti, la censura degli organi di informazione, e la soppressione dei mezzi di comunicazione elettronica, come Internet e i cellulari, riaffermando l’universalità dei diritti individuali e l’importanza di elezioni giuste e democratiche.

Obama entra in campo ufficialmente il 24 giugno.

“Condanna” al “regime iraniano” e “seri dubbi” sulla legittimità delle elezioni. Obama è puntuale sulla questione del “popolo iraniano”. “Ci sono tentativi di distrarre la gente da quel che sta succedendo veramente nel paese. La strategia stantia di fare di altri paesi un capro espiatorio non funzionerà più in Iran. Stati Uniti e Occidente non c’entrano. Questa crisi riguarda i cittadini iraniani, e il futuro che spetta a loro scegliere, e solo a loro”. (http://www.americaoggi.info/node/12940)

Con Twitter, e l’infiltrazione degli organi di intelligence Obama continua ad agire ed un certo Hugo Chavez che alla fine ci ha rimesso la pelle per le sue politiche indipendenti, ricorda da Caracas che dietro a quei disordini c’è la mano della Cia. (http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/06/iran-manifestanti-polizia.shtml?uuid=9ff615b0-60cc-11de-a5e7-8d5dfa71def3&DocRulesView=Libero&fromSearch)

Ancora nei suoi proclama Obama dice “nessun pugno di ferro è forte abbastanza da impedire che il mondo faccia da testimone delle pacifiche proteste per la giustizia.  Coloro che si alzano per difendere la giustizia sono sempre dalla parte giusta della storia.” (http://politicamericana.com/2009/06/27/iran-la-via-stretta-di-obama/)

L’Iran impiega circa 8 mesi a neutralizzare il complotto messo in atto dalle potenze occidentali con quella rivoluzione colorata, ed il ministero dell’intelligence iraniano diffonde poco alla volta, nei mesi successivi i documenti sul coinvolgimento americano, inglese ed israeliano in quei fatti.

In seguito si saprà che Mousavi’ è stato in stretto contatto con ufficiali della Cia e da quì si spiegano le sue azioni “strane” dopo il voto e le sue accuse circa presunti brogli. (http://italian.irib.ir/notizie/iran-news/item/89199-iran-intelligence-mousav%C3%AC-parl%C3%B2-con-alto-ufficiale-cia-giorno-precedente-a-disordini#comment-1152)

2010 e 2011 all’insegna dei bastoni e delle carote

Obama intensifica sempre più le sue azioni ai danni dell’Iran, soprattutto con le sue sanzioni. Sì, è vero, ci sono i suoi messaggi “dolci” per il nuovo anno iraniano, ma ci sono le sue sanzioni sempre più spietate, c’è il sabotaggio per due volte ad un quasi raggiunto accordo internazionale sul nucleare iraniano e ci sono le sue azioni sempre poco note ai media per soffocare i media iraniani come Press TV.

Obama intanto inizia a sventolare le minacce di non vendere benzina all’Iran ed il governo di Mahmoud Ahmadinejad inizia a pensare al razionamento della benzina, ai nuovi sussidi alla popolazione e all’autosufficienza nella produzione di benzina all’interno della nazione.

È ormai una guerra senza esclusione di colpi che prosegue a basso profilo e rimane nascosta, tranne agli stessi iraniani e ai politici americani.

Obama porta avanti la sua guerra d’intelligence spietata che secondo gli stessi media occidentali viene effettuata non solo dalla Cia, ma con l’aiuto dei “colleghi” del Mossad e che ha preso di mira i giovani scienziati nucleari dell’Iran.

Il 12 gennaio 2010 lo scienziato nucleare iraniano, Massoud Ali-Mohammadi professore all’universita’ di Teheran, viene ucciso in un attentato dinamitardo nel nord di Teheran. Stati Uniti e Israele e i loro ”mercenari” iraniani (gli MKO) sono dietro l’attentato. Dopo inizia tutta la serie di operazioni. (http://www.jerusalem-holy-land.org/assassinio_scienziati_iraniani.htm)

Nel Novembre 2010 viene ucciso il genio nucleare Majid Shahriari e viene ferito a morte Fereidoun Abbasi, l’attuale capo dell’agenzia nucleare iraniana. Nei mesi successivi l’intelligence iraniana diretta da un epico Heidar Moslehi, riesce ad arrestare uno dopo l’altro i reponsabili degli attentati che spiegano direttamente in tv come hanno fatto e come agito per assassinare gli scienziati iraniani. (http://www.loccidentale.it/node/99816)

Majid Jamali Fashi, agente iraniano del Mossad, spiega di essersi esercitato per mesi in Israele in una zona realizzata perfettamente come le strade di Teheran per poter assassinare Massoud Ali Mohammadi.

(http://www.firstpost.com/topic/person/masoud-ali-mohammadi-iran-arrestato-assassino-mossadflv-radio-italia-irib-video-MCPGCv-NWGA-77678-1.html)

Dopo Shahriari vengono assassinati nei mesi successivi pure Dariush Rezaei Nejad e Mostafa Ahmadi Roshan.

Nel Febbraio 2012 una indagine della NBC conferma quanto detto dalle autorità iraniane circa il coinvolgimento di Usa e Israele in questi attentati. (http://www.ilpost.it/2012/02/10/israele-il-mek-e-gli-scienziati-iraniani-uccisi/)

Sempre agli inizia del 2010, lo si apprenderà dopo, Obama prende contatti con Lula, il presidente brasiliano che è sempre più nell’orbita di Teheran, e gli dice che lui sarebbe disposto ad un accordo con l’Iran se Teheran accettasse l’arricchimento dell’Uranio all’estero per i suoi reattori.

Lula, con l’aiuto delle autorità turche, riesce nel mese di Maggio dello stesso anno a far firmare agli iraniani la proposta di accordo che in realtà proviene proprio da Obama.

Ma con incredibile ipocrisia Obama si mette contro la sua stessa proposta suscitando anche l’irritazione di Lula da Silva. (http://it.euronews.com/2010/05/17/iran-brasile-turchia-accordo-sull-uranio/) In estate, 20 giorni dopo l’accordo tra Iran/Turchia/Brasile, Obama annuncia le sue nuove sanzioni che definisce “un colpo al cuore dell’Iran”,(http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Nucleare-Iran-dagli-Usa-nuove-sanzioni-Obama-Un-colpo-al-cuore-di-Teheran_627258202.html) e che si aggiungono a quelle del mese prima del Consiglio di Sicurezza, che Obama ha fatto passare offrendo chissà che cosa a Russia e Cina che non pongono opposizioni alla quarta tornata di sanzioni contro la Repubblica Islamica.

(http://www.parlamento.it/application/xmanager/projects/parlamento/file/repository/affariinternazionali/osservatorio/note/PI0040Not.pdf)

Del resto, come spiega un fantastico articolo di una giornalista libanese, (http://www.medarabnews.com/2010/02/17/americani-difesa-nucleare-iran-ricatto-arabi/) ad Obama non dispiace giochicchiare con lo spauracchio dell’Iran. Lui diffondendo l’iranofobia cerca di vendere ai paesi arabi bagnati dal Golfo Persico le sue armi talvolta mediocri, i suoi sistemi missilistici, e di rimettere in moto l’economia colpita dalla crisi e come ben noto molto dipendente dall’industria delle armi.

Nel 2010 e nel 2011 ci sono sempre accanto a tutte queste misure “micidiali” i messaggi di Nowruz ma i discorsi di Obama allo Stato dell’Unione ed all’AIPAC, dimostrano molto bene che lui sta solo cercando di portare avanti, con molta diplomazia, la sua “guerra all’Iran”. (http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-f93e8698-8e0f-4a56-b59e-96b8e3eac1e9.html?refresh_ce)

Del resto nel 2007, un certo Zbigniew Brzezinski, consigliere per la sicurezza nazionale durante la presidenza del democratico Carter, ha testimoniato davanti alla Commissione per le Relazioni Estere del Senato statunitense dichiarando che esiste uno «scenario plausibile per uno scontro militare con l’Iran». Come ha suggerito lo stesso Brzezinski esso implicherebbe «il mancato rispetto in Iraq di alcuni standard, seguito da accuse di responsabilità iraniana per questo disastro e, poi, da provocazioni in Iraq o da un attacco terroristico negli Stati Uniti di cui verrebbe incolpato l’Iran, culminanti in un’azione militare statunitense “di difesa” contro l’Iran che farà precipitare un’America sola in un pantano che si espanderà e aggraverà coinvolgendo alla fine Iraq, Iran, Afghanistan e Pakistan». Secondo alcune indiscrezioni giornalistiche, pare inoltre che una cellula di studio sia stata attivata al Pentagono al fine di riuscire a mettere in atto un intervento militare contro l’Iran a sole ventiquattro ore dalla dichiarazione di guerra, anche se un eventuale raid aereo sui siti nucleari iraniani presenta, allo stato attuale delle cose, molte incognite di carattere militare, politico ed economico.

Il 2011 inizia con una bella mossa di propaganda obamiana. L’inaugurazione di una ambasciata virtuale Usa a Teheran, in pratica una pagina su internet. (http://italian.irib.ir/notizie/iran-news/item/100276-iran-ministero-esteri-inaugurazione-ambasciata-virtuale-usa-in-iran-mostra-%E2%80%98rimorso%E2%80%99-degli-americani)

Nel 2011 probabilmente prepara la sua ultima azione prima dell’intervento militare diretto. Ma perchè lui pensa anche a quello? Certamente e lo vedremo più avanti.

Lui quest’anno inizia a dire, rivolto all’Iran, che tutte le opzioni sono sul tavolo ma non vuole perdere l’eccezzionale figura di persona “moderata” e per questo qualche volta lancia pure qualche monito ad Israele invitandolo a non avventurarsi in una azione unilaterali ai danni dell’Iran.

Alla fine del 2011 lui approva da parte degli Stati Uniti le sanzioni più spietate mai conosciute. Impedisce di sana pianta di comprare il petrolio iraniano (che comunque gli Usa non acquistano da tempo) e sanziona addirittura la Banca Centrale dell’Iran.

L’Iran è apparentemente spacciato soprattutto se si pensa che nel 2012 aderisce alle sanzioni anche l’Ue e lo fanno gli alleati Usa sparsi nel mondo.

È l’inizio di un’altra fase della guerra lenta e spietata di Obama. Un favoloso articolo apparso su globalresearch (http://www.globalresearch.ca/preparativi-per-attaccare-l-iran-con-armi-nucleari-nessuna-opzione-fuori-dal-tavolo/28436) proprio nel Dicembre 2011 rivela profeticamente come Obama abbia in mente, infine, anche l’opzione militare.

2012, la guerra economica prima di quella militare

Obama inizia il 2012 esercitando una pressione ferrea sull’Iran con le sue sanzioni senza precedenti.

La Banca Centrale d’Iran non può effettuare transazioni con nessun paese straniero. Non solo non si vende petrolio ma nemmeno altre cose. In Iran non arrivano nemmeno le medicine particolari per il cancro e le patologie particolari ed è così che 6 milioni di pazienti iraniani, molti bambini, sono veramente dinanzi ad un pericolo di Olocausto, ma lento e spietato, firmato Barack Obama. (http://italian.irib.ir/analisi/tavola-rotonda/item/119356-medicine-scarseggiano-per-6-milioni-di-iraniani-1-occidente-tenta-olocausto-farmaceutico-video)

Non a caso nel mese di Marzo 2012, la guida suprema iraniana il sommo Ayatollah Khamenei proclama l’anno nuovo iraniano (il 1391), l’anno della produzione nazionale e del sostegno al lavoro ed ai capitali iraniani.

In tutti questi anni l’Iran non ha smesso di progredire ad una velocità incredibile. Oltre al solito nucleare, che si allarga e si diffonde, l’industria difensiva ed aerospaziale, quella marittima, quella missilistica, quella spaziale, l’ingegneria genetica, la nanotecnologia, la medicina e la ricerca sulle cellule staminali va avanti a tal punto che nel 2012 l’Iran ruba alla Turchia il primato scientifico nella regione e nel mondo islamico. Secondo alcune liste è il 14esimo, secondo altre è il 17esimo produttore di scienza mondiale.

Le conquiste scientifiche dell’Iran vengono apprezzate al livello mondiale dal CERN (http://italian.irib.ir/component/k2/item/119168-le-conquiste-scientifiche-dell-iran-9-fisica-delle-particelle,-ultima-parte-audio) all’ESA (http://italian.irib.ir/component/k2/item/118080-le-conquiste-scientifiche-dell-iran-6-spazio,-seconda-parte-audio).

Nel Marzo 2011 il New Scientist scrive che come “crescita scientifica”, l’Iran è il primo dell’intero mondo. (http://italian.irib.ir/notizie/scienza/item/90606-new-scientist-iran-primo-al-mondo-per-crescita-scientifica#comment-1309)

Ma Obama non scherza ed impone all’Iran una situazione economica insostenibile che il paese riesce a tollerare con grande zelo e fatica, con vere e proprie iniziative sorprendenti come la vendita di petrolio in alto mare con le proprie petroliere, con lo scambio di petrolio in cambio di oro con Turchia ed India, con tante altre iniziative.

In questo periodo si susseguono i rapporti dell’AIEA che hanno la grande maestria di non dire precisamente nulla. Infatti gli ispettore AIEA continuano le ispezioni in Iran 24 ore su 24, tutto procede secondo protocollo, ma quando Amano deve stilare il suo maledettissimo rapporto, dice sempre che anche se finora non è stato trovato nulla che lasci pensare ad una deviazione dell’Iran verso il nucleare militare, l’agenzia da lui guidata non può garantire che in futuro non ci sia tale deviazione.

Insomma, è come se tu arresti Mario e dopo averlo interrogato ed aver compreso che è innocente, andare ad emettere una sentenza e dire che Mario è innocente, ma che in futuro potrebbe sempre commettere qualche crimine. Insomma, roba da far ridere i polli.

Lo stile di Amano nei suoi rapporti permette così ai media di continuare a dire che nemmeno l’AIEA può escludere che l’Iran si voglia procurare della bomba.

Le pressione economiche comunque proseguono ed in Iran cresce l’inflazione, ad un certo punto probabilmente (anzi sicuramente, come spiegherà poi l’intelligence iraniana) Obama riesce a far schizzare il valore del dollaro e dell’euro in Iran e segue un aumento delle merci importate dall’estero; queste tirano d’appresso anche quelle prodotte all’interno e così c’è un attimo di choc per gli iraniani. Non si capisce più ad un certo punto cosa stia accadendo al bazaar di Teheran ed alla fine il ministero dell’intelligence arresta un certo numero di “imprenditori” che stanno cercando di far lievitare i prezzi.

Golpe per le presidenziali iraniane del 2013?

Una notte di ottobre il buon Ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman si lascia scappare quello che è il piano di Obama per i mesi seguenti e probabilmente manda su tutte le furie l’inquilino della Casabianca che ha portato avanti con la parsimonia, la segretezza e l’ipocrisia dei migliori strateghi la sua guerra contro l’Iran.

Lieberman dice di “prevedere” che le sanzioni aizzeranno lo scontento degli iraniani e li faranno scendere in piazza in occasione delle prossime elezioni presidenziali (?) e parla di primavera persiana. “Questa volta tutto l’Occidente deve aiutare il movimento facilitando le comunicazioni, garantendo aiuti finanziari e mobilitando le organizzazioni internazionali come il Consiglio di sicurezza Onu, l’Unione europea e altri”. (http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/10/04/Mo-Iran-Lieberman-Primavera-persiana_7575225.html)

È davvero strano come Lieberman riesca a fare una previsione del genere e indovinare precisamente quando gli iraniani si ribelleranno. (http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/114537-)

Lieberman non è un veggente ma sa che Obama ha affidato da due anni prima ad un suo prestigioso istituto di nuove tecnologie la realizzazione del cosiddetto sistema “internet in valigia”, ufficialmente ideato per essere usato a Teheran. (http://www.corriere.it/esteri/11_giugno_13/rete-ombra-contro-dittature_7b069814-9587-11e0-822f-1a3a3d1370d0.shtml)

È un sistema che permette il collegamento internet in “suolo nemico” senza che il paese possa interrompere queste comunicazioni. La Clinton stessa ha detto nei mesi precedenti che è un sostegno ai dissidenti in nazioni come Iran e Siria. Se ne occupa l’istituto “New America Foundation” che lavora sul progetto attraverso l’organizzazione “Open Technology Institute” che garantisce che il sistema sarà pronto per le “elezioni presidenziali iraniane nel 2013”. Che strana coincidenza vero?

(http://italian.irib.ir/analisi/articoli/item/119583-internet-in-valigia-piano-usa-per-destabilizzare-iran-in-prossime-elezioni-presidenziali)

Pure Bernard Henry Levy, pensatore ebraico e tra i teorici dell’attacco alla Libia, ha scritto pochi giorni fa sul Corriere della Sera un qualcosa di molto simile a quanto detto da Lieberman. (http://www.corriere.it/opinioni/13_marzo_07/levy-risveglio-iran-molto-vicino_ec0953de-86fe-11e2-82ae-71d5d7252090.shtml)

A cavallo tra 2012 e 2013 intanto Obama intasca la rielezione e quindi non essendo più anatra zoppa si dirige imperterrito verso il suo piano finale. Probabilmente un tentativo di golpe stile 2009 per le elezioni del 2013 e poi l’azione armata.

Aggressione culturale e mediatica all’Iran

Dall’Ottobre 2012, poi, con il pronto intervento di Eutelsat (l’Europa in tutti questi anni si è comportata da perfetta pedina Usa sullo schacchiere della montante guerra all’Iran), Press TV e 19 emittenti tv e radio dell’Iran in lingue straniere (compresa Radio Italia IRIB) vengono oscurate sul satellite Hotbird. Eutelsat mette sotto pressione anche tutti gli altri maggiori provider satellitari del globo per agire in questo senso.

(http://italian.irib.ir/analisi/articoli/item/115006-l-ue-censura-le-tv-satellitari-iraniane-dove-sono-i-paladini-della-libert%C3%A0-d-informazione)

L’obbiettivo è semplice, si cerca di zittire la voce dell’Iran nelle lingue internazionali, in modo che la nazione non possa gridare “aiuto” e farsi “sentire” in caso di una guerra o azioni “sporche” da parte dell’Occidente. Nel Marzo 2013 per la prima volta nella storia vengono colpiti da sanzioni Ue l’Ad di Press TV Mohammad Sarafraz ed il caporedattore delle notizie della rete Hamid Reza Emadi. (http://italian.irib.ir/notizie/iran-news/item/122628-ue-sanzioni-contro-direttori-di-press-tv,-la-guerra-e-iniziata-e-contro-i-media-iraniani)

Anche sul piano culturale e cinematografico Obama ha pensato bene ai preparativi, lui che dà sempre molta importanza a questi argomenti.

Nel 2012 l’Oscar per il miglior film straniero va alla pellicola iraniana “Nader and Simin, a Separation” ed elemento portante del film è, ma tu guarda che coincidenza, la divergenza all’interno di una coppia iraniana; la donna, bella, intelligente e moderna maestra d’inglese e vuole andare all’estero, mentre il marito vuole rimanere in Iran.

Per coloro che non avessero captato il messaggio scende in campo la Cia che chiama una sua vecchia conoscenza, Ben Affleck, e gli fanno fare “Argo” una totale bugia sulla presa dell’ambasciata Usa a Teheran nel 1980. Un massimo esperto di intelligence Usa spiega proprio a Press TV che il film è parte di una operazione “covert” di intelligence mirata a giustificare un futuro attacco all’Iran. (http://italian.irib.ir/notizie/iran-news/item/122632-guerra-esperto-politico-usa,-film-argo-parte-di-operazione-di-agenzia-d-intelligence-per-spianare-strada-ad-attacco-a-iran) E quando Argo vince l’Oscar, tu guarda le coincidenze, ad annunciare la premiazione dalla Casabianca è proprio Michelle, la consorte del signor Obama.

In realtà Hollywood ha iniziato molto prima ad infangare i persiani con “300” ma anche con alcune parti di “Alexander”.

Il National Geographic Usa si è persino preso la briga di mandare su tutte le furie iraniani, geografi e storici di mezzo mondo chiamando “Golfo Arabico” il “Golfo Persico”.

Attacco all’Iran  nel 2013?

Infatti si vede benissimo che Obama pensa molto bene anche all’azione militare contro l’Iran.

Nel Novembre 2012, il Guardian riferisce dal governo di Londra che Obama avrebbe chiesto al Regno Unito l’accesso per le proprie forze armate alle basi che quest’ultimo paese conserva a Cipro e nelle isole di Ascensione, nell’Oceano Atlantico e Diego Garcia, in quello Indiano. L’uso di queste strutture permetterebbe a Washington di avere un vantaggio logistico ancora maggiore in caso di guerra contro l’Iran.

(http://italian.irib.ir/analisi/commenti/item/115631)

A confermare l’idea il fatto che qualche settimana fa il Global Post e Yedioth Ahronoth abbiano scritto che Obama avrebbe detto a Netanyahu di aspettare fino a giugno per un attacco all’Iran. (http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/122638-global-post-obama-a-netanyahu,-stai-fermo-e-non-minacciare-l-iran,-usa-potrebbero-attaccare-a-giugno)

Il mese di giugno, appunto, è il mese in cui si terranno le prossime elezioni presidenziali in Iran.

Conclusione

Dinanzi alla guerra che Obama ha scatenato contro l’Iran, la nazione iraniana cercherà sicuramente di difendersi. Il 2013 potrebbe essere l’anno dell’affronto finale in cui gli iraniani dovranno determinare la loro sorte: o scolpire il loro nome nella storia, in eterno, o soccombere sotto lo stivale dei cowboy.

Ad ogni modo, per qualsiasi persona dotata di intelletto, è impossibile ignorare il fatto che Barack Obama, ha iniziato da tempo e con la parsimonia di un abile stratega, una guerra a tutto campo contro l’Iran. Una guerra che probabilmente si completerà con un tentativo di golpe e con l’azione militare diretta e palese. Certe complicazioni potrebbero anche ritardare la messa in atto di questi piani, ma non c’è dubbio che Obama ha inseguito questo obbiettivo finale, dal primo giorno della sua elezione alla Casabianca.

Fonte: http://italian.irib.ir/analisi/commenti/item/122913

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