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Nuovo vertice europeo per decidere sorti degli immigrati

di Adelaide Conti

Abbiamo previsto tutto tranne che flussi di donne e uomini si spostassero da sud verso la nostra Europa. Eppure non serviva tanta fantasia, bastava solo capire che prima o poi queste persone sarebbero arrivate ad un punto tale che l’unica prospettiva di salvezza non poteva che esse fuggire dai propri Paesi d’origine. E così oggi si parla di emergenza profughi, disastro umanitario, stragi di innocenti e via discorrendo.

E intanto, in mezzo a questo mare magnum, gli Stati europei arrancano, tentennano in certi casi sbraitano o peggio ancora minacciano di chiudere le frontiere senza arrivare ad una legge comune in tema di immigrazione. Sarebbe ora di definire accordi su come fornire ospitalità ed uno spiraglio di futuro a chi arriva nei nostri Paesi con la speranza di potere migliorare le proprie condizioni di vita.

E mentre ad ogni sorgere del sole una nuova strage incombe, la politica organizza riunioni, vertici, incontri straordinari che dovrebbero servire per decidere le sorti di centinaia di migliaia di disperati. La prossima riunione straordinaria dei ministri degli Interni e delle Giustizia è prevista per il 14 settembre, naturalmente a Bruxelles. Il Presidente Renzi fa già sapere attraverso le pagine del Corriere quale sarà la proposta dell’Italia: “Si scelga finalmente di superare Dublino e di avere una politica di immigrazione europea, con un diritto di asilo europeo. Andremo negli Stati di provenienza per valutare le richieste, gestiremo insieme i rimpatri”.

Intanto la Gran Bretagna minaccia di chiudere le frontiere anche ai cittadini Ue se non in possesso di un contratto di lavoro. Una decisione in netto contrasto con una delle norme più importanti dell’Ue che garantisce la libera circolazione delle persone, dei capitali, delle merci e non ultima delle idee. Insomma, ventotto Stati che faticano – come non mai – a darsi regole comuni, a trovare soluzioni condivise in nome di un’emergenza che non accenna a ridursi.

Abbiamo norme europee per ogni cosa, la maggior parte sono irrilevanti o poco sensate, ma non una norma che tuteli e riconosca il valore assoluto di ogni singola persona, comunitaria o extra comunitaria che sia. Si spera che da questo ennesimo vertice gli Stati escano con un’idea chiara di come affrontare quella che ormai possiamo definire un’ecatombe.

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