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Trump e Dottrina Monroe: obiettivo Groenlandia

Dopo l’assalto al Venezuela, in barba all’ormai defunto diritto internazionale, Donald Trump e il suo bullismo si sono rivolti verso l’altra meta: la Groenlandia. Da tempo l’isola, che fa parte della Danimarca, è sotto l’obiettivo del presidente Usa, facendo fede alla teoria criminale americana: se mi serve qualcosa me la prendo.

Trump non ha ideologie ma solo interessi personali mascherati da interessi nazionali. Al netto della sua persona, il suo modus operandi rispecchia, senza ipocrisia, la frase di Henry Kissinger: “Gli Stati Uniti non hanno amici o nemici, ma solo interessi”.

Perché la Groenlandia?

In Groenlandia abbondano risorse naturali che negli Stati Uniti scarseggiano; oltre al petrolio, nel sottosuolo si trovano giacimenti di zinco, piombo, rame, uranio, pietre preziose, nichel, grafite, ferro e carbone. La stima è che vi siano oltre 1,5milioni di tonnellate di terre rare pari al 20% delle risorse globali.
Numeri troppo appetitosi perché Trump le possa ignorare.

Trump e la dottrina Monroe

Facendo fede alla Dottrina Monroe, Donald Trump ha dato l’ok per il blitz in Venezuela; egli considera tutto ciò che si trova nel continente americano di proprietà esclusiva statunitense. In Danimarca, già da tempo, hanno preso sul serio le posizioni del presidente Usa. Da buon bullo, Trump, ha già iniziato a picconare la Danimarca: “La Groenlandia è una priorità per la sicurezza mondiale, è circondata da navi russe e cinesi. So che la Danimarca si sta occupando della sua difesa, avrà inviato qualche slitta”.

La Groenlandia è sotto il protettorato Nato, Pituffik ospita una base con 200 militari e proprio in quella base, lo scorso marzo è stato in visita il vice presidente Vance. L’offensiva era già partita all’inizio del 2025 con svariati annunci di una possibile annessione, con i servizi segreti danesi che avevano denunciato la “presenza di infiltrati statunitensi nella società groenlandese per favorire la nascita di un movimento secessionista”.

Cosa potrebbe accadere?

Al momento l’invasione sembra l’ultima ipotesi, nonostante la timidezza, l’Unione Europa ha fatto sentire la sua flebile voce, così come il premier danese: “Un attacco sarebbe il collasso definitivo della Nato”.
Sicuramente gli Stati Uniti, famosi per fomentare “rivolte” fatte passare per spontanee, inizieranno a martellare sulla corruzione e immobilità dell’Unione Europea. Intanto, il mondo dorme!

di Sebastiano Lo Monaco

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