Torture e violenze nella Siria post-Assad

L’agenzia Syrians for Truth and Justice, nell’ambito di una sua inchiesta, ha evidenziato come torture e violenze siano diffuse nella Siria post-Assad.
L’articolo basa le sue conclusioni su 19 testimonianze dirette di sopravvissuti, testimoni oculari e familiari delle vittime, oltre a un’analisi di fonti aperte di 14 casi specifici tra giugno 2025 e giugno 2026. Le testimonianze indicano che i detenuti sono regolarmente sottoposti a percosse violente (con cavi, tubi di plastica e calci di fucile), scosse elettriche, finte esecuzioni, fame e sovraffollamento estremo.
L’articolo riporta anche casi di violenza sessuale e psicologica, tra cui aggressioni sessuali, palpeggiamenti e minacce coercitive di stupro ai danni dei familiari per sottomettere i detenuti. Si segnalano inoltre attacchi basati sull’identità, in cui gli agenti della sicurezza utilizzano l’appartenenza settaria, etnica o politica, nonché l’origine geografica di una persona, come espliciti motivi di abuso fisico e punizione.
Le torture vengono perpetrate attraverso una rete caotica di forze di sicurezza, formazioni militari e strutture segrete che si sovrappongono. I frequenti trasferimenti non registrati tra questi gruppi rendono impossibile per le famiglie rintracciare i detenuti o ritenere responsabili i singoli individui.
Il rapporto conclude che la nuova autorità politica di transizione non è riuscita a istituire garanzie legali fondamentali. Le attuali misure di responsabilità vengono applicate selettivamente ai crimini commessi in passato dal regime di Assad, ignorando le violazioni in corso.
Per porre fine a questo ciclo, STJ esorta le autorità di transizione a chiudere immediatamente le prigioni segrete, a imporre esami medici indipendenti, a garantire l’accesso immediato a un avvocato e a istituire una rigorosa supervisione indipendente su tutti gli organi di detenzione.
di Redazione



