Stati Uniti forniscono a Israele nuovi F-15

Gli Stati Uniti hanno approvato un contratto da 8,6 miliardi di dollari con Boeing per la fornitura di armi a Israele di una nuova flotta di aerei da combattimento avanzati, consolidando ulteriormente il ruolo diretto di Washington nella guerra genocida di Israele nella Striscia di Gaza e sottolineando la sua complicità politica, militare e morale nel massacro in corso dei palestinesi.
In una dichiarazione, il Pentagono ha confermato che Boeing progetterà e consegnerà 25 aerei da combattimento F-15IA all’aeronautica militare israeliana, con un’opzione per espandere l’ordine a 50 velivoli. L’accordo arriva mentre la potenza aerea israeliana continua a polverizzare Gaza, un’enclave assediata ridotta in macerie dopo anni di bombardamenti incessanti che hanno ucciso oltre 71mila palestinesi.
L’F-15, un aereo da combattimento bimotore sviluppato per la prima volta nel 1969 e ora prodotto da Boeing, è da tempo una spina dorsale dell’aeronautica militare israeliana. Israele ha utilizzato diverse varianti del velivolo per decenni, impiegandole ampiamente a Gaza per effettuare attacchi aerei che hanno distrutto interi quartieri, ospedali, campi profughi e infrastrutture civili.
Boeing produrrà i nuovi jet nei suoi stabilimenti di St. Louis, e il Pentagono prevede il completamento entro il 2035. Il contratto fa seguito a un incontro tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, sebbene il sostegno acritico di Washington all’aggressione militare israeliana abbia attraversato le amministrazioni.
Solo nel 2024, l’amministrazione dell’ex presidente Joe Biden ha approvato un’ulteriore vendita di jet F-15 a Israele per 18 miliardi di dollari, nonostante le crescenti prove di crimini di guerra e la crescente indignazione globale.
Stati Uniti: Pentagono ha perso traccia di miliardi di dollari di armi inviate a Israele
Una recente verifica del governo statunitense ha rivelato che il Pentagono ha perso traccia di miliardi di dollari di armi finanziate dai contribuenti inviate a Israele durante la guerra di Gaza, sollevando seri dubbi sulla responsabilità, la supervisione e la deliberata indifferenza alle modalità di utilizzo di queste armi.
L’ultimo accordo ha suscitato la rapida condanna del Consiglio per le Relazioni Americano-Islamiche. Il vicedirettore nazionale Edward Ahmed Mitchell ha definito l’accordo “moralmente indifendibile”, accusando Washington e Boeing di trarre profitto da crimini contro l’umanità.
“Questo contratto invia un chiaro messaggio che gli appaltatori della difesa statunitense e i governi stranieri possono trarre profitto dai crimini di Israele senza conseguenze”, ha affermato Mitchell, descrivendo l’accordo come una “ricompensa per il genocidio pagato dai contribuenti americani”.
Anche le principali aziende tecnologiche statunitensi, tra cui Microsoft, Amazon e Google, hanno dovuto affrontare continue proteste per la loro cooperazione con l’esercito israeliano, con conseguenti arresti, licenziamenti e una crescente pressione pubblica: chiari segnali che l’opposizione al consenso di Washington alla violenza israeliana non è più confinata ai margini.
di Redazione



