Speronato il corteo di auto di Viktor Orban: incidente o altro?

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di Mauro Indelicato

Se un’auto sospetta, si fosse anche soltanto affiancata al corteo della Merkel o di Barroso, la notizia avrebbe offuscato anche la visita del Papa a Rio de Janeiro o la strage ferroviaria di Santiago de Compostela; trattandosi invece del primo ministro ungherese, Viktor Orban, è possibile trovare informazioni soltanto in qualche blog o in qualche sito specializzato sulla politica internazionale e nulla più. E’ successo tutto ieri, durante una visita del premier ungherese in Romania; improvvisamente, un’auto è piombata sul corteo di Orban, centrando in pieno il mezzo blindato sul quale viaggiava il console generale dell’Ungheria in Romania, che precedeva quella nella quale si trovava il premier. Per fortuna, non ci sono state conseguenze, anche se guardando l’auto del console, si può ben campire l’entità molto forte dell’impatto. Ancora pochi metri ed il mezzo che ha centrato il console, poteva finire invece addosso al primo ministro ungherese, particolare questo che risulta molto inquietante e che contribuisce a far circolare voci circa un presunto attentato verso Viktor Orban.

Orban ha un grande carisma, una personalità che ha conquistato gli ungheresi e non solo, visto che in molte parti d’Europa viene visto come modello per una rivoluzione politica e pacifica che ridia sovranità ai popoli; il suo governo, in carica dal 2010, si è contraddistinto per un braccio di ferro contro la commissione europea e soprattutto contro la Bce, il quale nei mesi scorsi gli è costata anche una feroce campagna mediatica, nella quale veniva dipinto come nuovo dittatore o come colui che sta restringendo le libertà civili nel paese magiaro. Tuttavia la campagna non ha attecchito, anzi ha fatto crescere la popolarità di Orban in tutta Europa e nei sondaggi elettorali in vista delle elezioni del 2014, i dati gli danno ragione, visto che il suo partito potrebbe avere la maggioranza assoluta dei voti. Orban è in questo momento un treno inarrestabile, nonché forse l’unico capo di governo europeo ad andare controcorrente rispetto alle scellerate linee politiche tracciate da Bruxelles e questo certamente non gli permette di avere grosse amicizie tra le lobby e le elite internazionali. Non solo i dati dei sondaggi, ma anche i dati economici danno ragione al “modello ungherese” di Orban: debito pubblico quasi annullato, occupazione in crescita, stabilità dell’inflazione e nuovi investimenti nelle infrastrutture.

La carte vincente, è stata indubbiamente quella di porre sotto controllo governativo la banca centrale (vale la pena ricordare che l’Ungheria non fa parte dell’Euro), mossa ovviamente aspramente criticata dalla Bce e dalla commissione guidata da Barroso; proprio pochi giorni prima dell’incidente, Orban aveva scritto su un comunicato del governo di Budapest: “Fmi, abbiamo pagato! Adesso andatevene!” Sarà solo una coincidenza l’incidente avuto ieri a poche ore dal suo messaggio contro il Fondo Monetario Internazionale? In molti credono tuttavia che l’Ungheria non abbia un peso enorme nell’Europa e che quindi le lobby tutto sommato possano lasciar far ad Orban la sua politica, ma in realtà, come trapela dal quotidiano ungherese “Magyar Nemzet”, nelle recente riunione di Londra del Bilderberg, il caso ungherese sarebbe stato tra i punti più trattati. In particolare, le lobby finanziare e massoniche sarebbero preoccupate circa un eventuale effetto contagio dell’Ungheria, vista la grande presa sull’opinione pubblica che ha Viktor Orban; infatti, sempre secondo il quotidiano magiaro, sarebbe stato elaborato un piano per finanziare il principale partito di opposizione, il Partito Socialista (lo stesso di Ferenc Gyurcsány, l’ex primo ministro che nel 2006 in un’intercettazione ambientale rivelava ai collaboratori di aver appositamente truccato i conti ed imbrogliato sui dati economici per vincere le elezioni), e scatenare una campagna mediatica robusta anti–Orban subito dopo la certa vittoria elettorale della prossima primavera, cercando, tramite testimoni oculari o tramite telecamere piazzate sopra i seggi elettorali, di mettere in discussione la legalità e la regolarità del voto, sulla falsariga di quanto fatto nel 2004 in Ucraina, quando un’operazione simile screditò il filo putiniano Yanucovich (attuale presidente) e favorì una presunta “rivoluzione arancione” che instaurò al potere il filo-Usa Viktor Yuschenko.

Dunque, in questo contesto, le voci circa un presunto attentato perpetuato ad Orban, si moltiplicano: su alcuni blog ungheresi, si punta il dito contro un presunto cambiamento di strategia delle lobby, inaridite ulteriormente dopo le parole anti Fmi di Orban, che mirerebbero adesso ad un’eliminazione fisica del primo ministro e non più ad una campagna mediatica volta a destabilizzare il paese. Se siano vere o false queste voci, appare comunque chiaro che su Budapest si potrebbero addensare prossimamente le stesse nuvole nere cariche di odio verso il buon senso e verso la legittima resistenza popolare ad un sistema anti etico governato da banchieri e lobbysti senza scrupoli, che già da diverso tempo l’Fmi, l’Ue e la Bce hanno sguinzagliato sui cieli di tutta Europa. Ma il popolo magiaro è fiero ed orgoglioso di quanto sta producendo per adesso e non solo gli ungheresi, ma tutta l’opinione pubblica europea armata di amore per il vecchio continente, non lascerà da solo Viktor Orban.

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