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Spagna: settimana di lotta con le Marce della dignità

di Cristina Amoroso

Lunedì 24 novembre è iniziata in Spagna la “Settimana della lotta per la dignità”, organizzata dal movimento 22-M, con il motto “Pane, Lavoro, Casa, Dignità”. La mobilitazione generale ha organizzato eventi in tutte le regioni per un lavoro dignitoso, un reddito di base, un servizio pubblico di qualità, il diritto alla casa e libertà democratiche.

La settimana si è conclusa sabato 29, con le marce di migliaia di persone in diverse città spagnole; queste nuove manifestazioni sono state organizzate dopo il successo  dello scorso 22 marzo, in cui migliaia di persone, da tutti i punti della Spagna, hanno marciato a Madrid per partecipare a una manifestazione congiunta. Inoltre, i viaggi sono stati organizzati anche da alcune città europee come Berlino, Amburgo e Parigi.

In questa nuova edizione gli organizzatori lottano per “una società di uomini e donne liberi, una mobilitazione contro un sistema, un sistema e governi che ci attaccano e non ci rappresentano”, secondo il manifesto di chiamata, che recita “Milioni di lavoratori sono disoccupati. Centinaia di migliaia di famiglie hanno perso la casa. Gran parte dei giovani è destinato a farsi una vita all’estero. Alle donne si chiede di rimuovere il nostro diritto di decidere sui nostri corpi. Al popolo viene negato il diritto di decidere. Continuano a tagliare la salute, l’istruzione, la dipendenza, ecc… Hanno ingannato i nostri anziani con truffe bancarie. Stiamo assistendo al furto di diritti e all’impoverimento generale della maggioranza sociale per conto di un debito illegittimo e odioso che non è stato fatto dai cittadini…”.

In breve, una mobilitazione contro il pagamento del debito, la disoccupazione, l’insicurezza, i tagli, il Ttip, la corruzione, la repressione e la violenza contro le donne: “Vogliono farci ingoiare un “libero scambio” tra l’Unione europea e gli Stati Uniti (Ttip) in corso di negoziazione segreta e con grandi benefici per le multinazionali a spese del popolo. E quando protestiamo, otteniamo sempre la stessa risposta: la repressione e la criminalizzazione. Ora pretendono di rubare anche la libertà di manifestare e mettere un bavaglio all’espressione con gli abusi della polizia. Non stanno solo approfittando della crisi per tagliare i diritti sociali, stanno anche cercando di sopprimere le libertà democratiche. In questo sistema corrotto e indecente si dispone della libertà e dei diritti della maggioranza sociale”.

Sono state convocate manifestazioni di massa a livello regionale, che in nove colonne provenienti da nove regioni (Andalusia, Aragon, Asturias, Isole Canarie, Catalogna, Estremadura, Galizia, Rioja, Paesi Baschi) seguono una marcia locale  con proprie rivendicazioni. La settimana di lotta, a cui partecipano oltre cento organizzazioni con caratteri distinti, si è conclusa a Madrid sabato 29 con la manifestazione principale in piazza di Atocha.

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