Sea Watch, continua la snervante attesa

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Sulla Sea Watch, la nave Ong battente bandiera olandese, si attende ancora il da farsi mentre i migranti rimangono ammassati al freddo al largo delle coste di Siracusa. A poco sono valsi gli appelli del sindaco di Siracusa, dei parlamentari Fratoianni, Prestigiacomo, Magi con loro anche lo psichiatra Gaetano Sgarlata che ha riferito di una “situazione penosa”. Questi hanno affittato un gommone per andare a sincerarsi delle condizioni dei 47 migranti attirandosi le ire di Salvini che ha subito twittato che “i deputati hanno violato la legge”, cosa immediatamente smentita da chi il mare lo conosce bene, quel Gregorio De Falco cacciato qualche settimana fa dal Movimento 5 stelle: “Non c’è stata alcuna violazione di legge da parte dei parlamentari e della responsabile di Sea Watch, tant’è che la Guardia costiera non lo ha impedito. Il ministro degli Interni farebbe bene a restare agli Interni”. Poi ha aggiunto: “Salvini non ha competenze in queste materie e farebbe bene ad astenersi dall’intervenire”.

Sea-WatchChe la situazione stia diventando abbastanza esplosiva lo si evince anche dalle dichiarazioni di Stefania Prestigiacomo: “La questione migranti non è uno show mediatico di esibizione di forza come sosteniamo da tempo, ma va affrontata in modo serio, politico, in Europa, senza isolare il Paese dai suoi partner europei e soprattutto senza mettere a rischio vite umane. Il governo affronti la questione migratoria con le competenze adeguate, se ne ha, e non impedendo a un pugno di disgraziati di scendere sulla terraferma”.

Ad unire i diversi schieramenti vi è l’idea che quello in atto è mero sadismo che non porta a nulla, le politiche sull’immigrazione vanno affrontante nei posti consoni e con i giusti toni visto che non serve lasciare al freddo 47 disperati, considerato che altre navi con altre situazioni simili continuano ad attraccare a Lampedusa.

Eppure per Salvini è necessario dare vita al suo macabro spettacolo, dare in pasto al suo elettorato qualche brandello di vita umana da esibire come trofeo quando ci si ritrova al bar pensando ingenuamente di risolvere in questo modo una situazione che vede un miliardo e mezzo di esseri umani spingere per entrare nel continente europeo.

L’alternativa nei pensieri di Salvini è che la Libia debba farsi carico di questa situazione senza considerare le condizioni politiche di quel territorio, della pochezza dei mezzi a disposizioni e del fatto che la Libia non è considerato “Porto Sicuro” dalla comunità internazionale, ma tutto questo per il ministro non ha importanza; non devono partire e se vengono recuperati devono tornare indietro tra gli applausi del suo elettorato.

L’appello a garantire un porto sicuro ai 47 migranti arriva anche dalle Agenzie Onu che definiscono “urgente” garantire lo sbarco. Lo affermano in un comunicato congiunto l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), l’Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) e l’Unicef. Considerando che a bordo vi sono anche dei minori non accompagnati è intervenuto il Garante per l’Infanzia di Palermo, Pasquale D’Andrea: “Lasciare i ragazzini in mare è un’aberrazione, una punizione disumana. In ogni caso se i minori si trovano in acque territoriali italiane vanno fatti scendere. Non ci sono alternative. Lo prevede la legge e ogni disposizione contraria è una violazione delle norme. La legge 176 del 1991, che è la ratifica della Convenzione sui diritti del fanciullo, parla chiaro: i ragazzi vanno protetti e il ministro non può dire ‘hanno 17 anni e sei mesi’, perché in base a quanto previsto dalla Convenzione i bambini sono tali da 0 a 18 anni”.

Tutto ciò non è servito a nulla, almeno sino adesso, visto che Salvini in un meccanismo di difesa inconscio continua a considerarsi dalla parte dei buoni lanciando slogan elettorali patetici come “Porti chiusi, cuori aperti”. Slogan che non hanno fatto breccia nell’animo della popolazione siracusana che si è lanciata in una gara di solidarietà esponendo delle lenzuola bianche ai balconi con l’hashtag “fateli scendere” che è diventato virale nel giro di pochi minuti.

In tutto ciò il Movimento 5 Stelle che in teoria è maggioranza non ha fatto altro che inseguire al guinzaglio i movimenti del leader leghista che è ormai il vero capo di governo sulle questioni che riguardano gli sbarchi; Toninelli che è colui che avrebbe voce in capitolo sulla chiusura dei porti, visto che dipendono dal suo ministero, si è limitato ad affermare che i migranti dovrebbero essere accolti dall’Olanda visto che la nave batte bandiera dei Paesi Bassi. Il ministro dell’Immigrazione olandese, Mark Harbers ha risposto: “I Paesi Bassi, in quanto Stato di bandiera non sono neppure obbligati a partecipare alla ricerca di una soluzione. È compito del capitano della Sea Watch 3 trovare un porto sicuro nelle vicinanze per sbarcare i 47 migranti da lui presi a bordo”.

Siamo dinnanzi all’ennesima vicenda stucchevole tra l’Unione Europea che non ha volontà alcuna di risolvere un problema che può essere risolto solo con l’ausilio di tutti gli Stati.

di Sebastiano Lo Monaco

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